È stato presentato il 21 gennaio scorso un insieme di percorsi poetici per la città di Firenze e i suoi dintorni, progettati e organizzati da Roberto Mosi in varie occasioni, con associazioni, scuole, gruppi di amici. I percorsi sono stati illustrati dall’autore e da Nicoletta Manetti, con la lettura dei testi poetici più suggestivi, legati ai luoghi maggiormente evocativi di emozioni vissute dai poeti, di storie particolari. Dopo il saluto del presidente Franco Margari e l’introduzione di Giuseppe Baldassarre, Mosi si è soffermato sul carattere particolare dello “sguardo del poeta” che viene – secondo quanto affermato il filosofo Sergio Givone – “da un’ispirazione profonda che ci spossessa della nostra quotidianità e della nostra realtà e ci costringe a guardare il mondo altrimenti, ce lo restituisce come non l’abbiamo mai visto e in modo da scoprire ciò che si nasconde nel cuore del mondo”.
Lo sguardo, e la ricerca, è rivolta a Firenze e alle sue colline, è condivisa, nelle esperienze che vengono illustrate, dall’autore insieme ad altri, sul luogo, sui luoghi dove lo sguardo dei poeti si è soffermato, portando i testi, le poesie, per condividerle, leggerle a voce alta; un impegno che esce dai canonici luoghi chiusi, per andare all’aperto, respirare l’aria del luogo, investirla con la voce della poesia recitata.
Riguardo ai percorsi organizzati, alcuni fanno riferimento a itinerari “ufficiali” riportati nelle cartine delle guide: il più noto è l’Anello del Rinascimento, un sentiero che percorre l’intero cerchio delle colline e si snoda per ben 170 chilometri, un territorio ricco di storia, di bellezze naturali, culturali e paesaggistiche, un cammino che permette di scorgere da ogni punto del percorso, la Cupola del Brunelleschi, punto chiave del paesaggio fiorentino; consente, d’altra parte di incontrare luoghi ricchi di “evocazioni poetiche”. Altri percorsi sono stati costruiti partendo dalle opere, dalla vita di poeti, come Mario Luzi, Dino Campana, Dante Alighieri, Shelley, Rilke, ecc.
Mosi ha fatto inoltre riferimento alla lezione che ha offerto Mariangela Gualtieri con il libro “L’incanto fonico. L’arte di dire la poesia”, al rilievo dell’esperienza della poesia recitata ad alta voce: “la poesia chiede libertà dai vincoli semantici, chiede di farsi viva voce, vuole essere suonata, o cantata, proprio come ogni spartito musicale”.
Nicoletta Manetti e Roberto Mosi hanno dato lettura ad una serie di poesie legate ai “Percorsi poetici”, illustrati da apposite mappe, fra i quali:
I - L’Anello del Rinascimento: per Monte Senario, di Mario Luzi “Vanno ai monti i monti”; per l’argine del Bisenzio, presso Campi, “Magma” di Mario Luzi; per il bosco di Fonte Santa “Incredibile la morte” dal libro “Orfeo in Fonte Santa dell’autore.
II – L’ Anello dei poeti, il Centro: “Fiore nostro fiorisci ancora” e “Fiore della fede” di Luzi, poesie dedicate alla Cupola; “La passeggiata” di Aldo Palazzeschi; “Ode al vento Occidentale” di Shelley (Parco delle Cascine, Fonte del Narciso);
III – L’Anello dei poeti, l’Oltrarno: “Il teatro degli Artigianelli”, di Saba (via del Serraglio);
IV – Percorso del Dantedì “sperimentato dal Circolo degli Artisti in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante, illustrato nel libro dell’autore “Ogni sera Dante ritorna a casa”.
V - Per Campana brani di varie poesie relative ai percorsi dal Giogo a Casetta di Tiaria e da Marradi a La Verna.
VI - Per il Sentiero Luzi, il testo in prosa “le Origini e la poesia”, “Passa sotto la nostra casa qualche volta”, brani riferiti al paese di Castello.
VII - Per il Sentiero Rilke le poesie sul soggiorno fiorentino del 1898, del poeta tedesco e le poesie dello stesso periodo su “Le fanciulle” di Viareggio.









