L’arcobaleno illumina l’ “albero dei sessi”, le famiglie, la pace

Un murale straordinario di Enrico Guerrini - Il commento - Poesia per “La pace”

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La pace

Acqua, farina, lievito e sale

gli ingredienti per il pane.

.

Lievita la pace ora in noi

è presente qui,

in quello che facciamo.

Ci dà gioia camminare

sorridere, respirare.

.

Il respiro congiunge

il corpo e la mente,

sorridere e respirare

sono archi di un ponte

per vivere il presente.

.

Non esiste una via

alla pace, la pace

è la via da percorrere

a passo deciso, lo sguardo

che vede lontano.

.

Le mani impastano,

danno la forma, lievita

il pane nel silenzio

della madia profumata

di bianca farina.

.Roberto Mosi (Poesie 2009 – 2016. Ladolfi Ed.)

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Il murale di Enrico Guerrini nella piazza della Pace di Bagno a Ripoli

Un incontro straordinario questo con il murale “Contro ogni discriminazione” di Enrico Guerrini nella piazza della Pace presso la sede della Croce Rossa di Bagno a Ripoli. I contenuti di questa opera sono resi con sapienza e in maniera efficace dall’artista, persona colta, appassionata di musica, con un percorso artistico di successo. Ha realizzato murales non solo belli e di grande impatto ma anche ricchi di messaggi sociali e politici, basti citare quello a Pontassieve, nel parco sull’Arno, vicino alla confluenza con la Sieve: un’opera drammatica nella composizione delle figure e nell’articolarsi delle masse, sulla storia delle migrazioni, progettata in dialogo con studenti della scuola media. Ha partecipato a numerose mostre, collettive e personali, di forte carattere come quelle sulla Divina Commedia al Circolo degli artisti della “Casa di Dante”.

L’opera di piazza della Pace di Bagno a Ripoli rappresenta un passaggio peculiare, va colto come una composizione unitaria, un concerto in tre atti che in questo spazio sono rappresentati da due riquadri di differente dimensione e dalle panchine prospicenti il murale, scandite dai colori dell’arcobaleno. Sono queste un chiaro invito per chi passa di qua, a fermarsi e ad aprire un colloquio con l’arte del pittore e con quello che ci vuole dire.

Un forte movimento, a volute, con lo stesso ritmo, attraversa i due riquadri, un arcobaleno sinuoso che esprime la via della speranza, la ricerca di una convivenza libera da ogni discriminazione, “di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (vedi l’art. 3 della Costituzione). Questa volta Enrico ha utilizzato colori chiari, luminosi che comunicano una sensazione di pace e di serenità, diversi da altre opere ricche di tensione drammatica.

Nel murale si sente il profumo dell’arcobaleno alla fine dei giorni di pioggia quando il sole riappare dalle nubi e diffonde la sua luce; nell’opera ritroviamo i colori e la dolcezza del paesaggio di Bagno a Ripoli, delle immagini di ceramica invetriata di Luca della Robbia che da queste parti, per un breve periodo, ebbe la sua fornace. Sette sono i colori dell’arcobaleno, sette le note della musica che sembrano emergere dall’opera di Enrico Guerrini e, infine, sette sono i principi fondamentali ai quali si ispira l’azione della Croce Rossa, in questa occasione promotrice del progetto del murale “Contro ogni discriminazione”; in questa opera pittorica ritroviamo il senso profondo di questi principi, orientamenti preziosi in tutte le società, in tutte le epoche ma di un valore assoluto nei tempi difficili che oggi stiamo vivendo: Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontariato, Unità, Universalità.

Nel primo riquadro i volontari della Croce Rossa soccorrono e accolgono con un abbraccio persone di razze diverse; sopra a queste figure prorompe letteralmente un albero che ha come frutti i simboli del sesso maschile e femminile, rappresentati nei diversi tipi di coppie. Perché non pensare all’Albero della Fecondità presso le Fonti dell’Abbondanza di Massa Marittima?

Nel secondo riquadro, quello più grande, il tema della pace è posto al centro, simboleggiato dal volo delle colombe e da due angeli, messaggeri di nuove speranze, un’evidente citazione ai lavori precedenti di Enrico sulla cantica dantesca del Paradiso; imponente poi la figura della Giustizia, con un manto rosso che richiama l’arte di Galileo Chini, con in mano la bilancia, segno evidente che la pace si deve nutrire della sostanza della giustizia. L’arcobaleno che attraversa poi il quadro, unendo il cielo, la rete degli astri, e la terra, dà l’idea della ricerca di un equilibrio fra la natura e l’uomo, in una felice armonia.

Ritengo dunque che torneremo spesso con i nostri pensieri, con i nostri desideri a sederci su queste panchine dipinte con i colori della inclusione, della non discriminazione per inseguire, ispirati dall’arte di Enrico, sogni di solidarietà e di pace.

Roberto Mosi

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