Napoleone, elbano suo malgrado

Aspettando il NapoDaDay

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Link Literary 12 aprile 2021

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Il ricordo di Napoleone in attesa del NapoDaDy

Domenica 4 aprile si è incontrato nella piazzetta davanti alla “Casa di Dante”, fra via Dante Alighieri e via Santa Margherita, a Firenze, il gruppo di amici che negli ultimi due mesi del 2020, ha progettato sette passeggiate dedicate al sommo poeta nei luoghi dove visse l’infanzia e la gioventù, si innamorò, formò la sua famiglia, si affermò come poeta, partecipò alla vita politica del Comune, prima dell’esilio.

Per questa data era stata programmata la prima delle escursioni sulla costa del mare, a Piombino, davanti all’Isola d’Elba e alla Corsica, per ricordare la figura di Napoleone e i personaggi a lui vicini, a duecento anni dalla scomparsa dell’imperatore francese, il 5 maggio 1821 nell’isola di Sant’Elena: giorno “battezzato” dal gruppo di amici, come il NapoDaDay, per la coincidenza, nel periodo considerato, delle due celebri ricorrenze.

Purtroppo la Toscana è precipitata ancora in zona rossa, i dati della pandemia si sono aggravati: domenica 4 aprile, 18.017 i nuovi casi di contagio, 24 i morti, i ricoverati 1.888, aumentati di 4 unità i ricoverati in terapia intensiva.

Abbiamo deciso nell’imminenza di questa data, di incontrarci lo stesso, con tutte le precauzioni e le regole previste, presso la Casa di Dante, rinunciando alla tradizionale videoconferenza, online. Così alle nove del mattino siamo comparsi nella piazzetta alla spicciolata, una parte portando un animale domestico a prendere aria … e l’altra vestita in abito sportivo per fare jogging. Anna era al seguito della sua canina, ancora cucciola Gilda, Elisa ha portato il suo gatto soriano, Kamel, ribattezzato, per l’occasione, come gatto da passeggio, e così via. Un piccolo inconveniente, Gilda non sopporta il suono delle campane e quando alle nove si sono sentiti i rintocchi del campanile della Badia Fiorentina, ha cominciato a ululare, fra la sorpresa di tutti.

Secondo gli accordi, sono stati portati libri su Napoleone e la sua epoca, sono stati posti in mostra sul pozzo dalle forme medievali, che troneggia in una parte della piazza, vicino ai libri su Dante che oggi vanno per la maggiore, circondati dai disegni realizzati dall’amico. Un successo particolare continuano a riscuotere i disegni nei quali i due personaggi, di statua assai differente, si scambiano i vestiti.

Si è visto così accanto ai recenti libri su Dante Alighieri di Alessandro Barbero, Aldo Catullo e Marco Santagata, la voluminosa monografia di George Lefebvre, Napoleone (Laterza, Bari 1991), l’importante lavoro di Jean Tulard, Napoleone. Il mito del salvatore ((Bompiani, Milano 2000), il prezioso libro di Luigi Mascilli Migliorini, Napoleone (Salerno Editore, Roma 2001), un libro della sterminata produzione di Fréderic Masson, Napoléon chez lui. La Journée de l’Empereur aux Tuileries (A. Michel Editeur, Paris 1929), l’agile opera di Vittorio Criscuolo, Napoleone (Il Mulino, Bologna 1997).

Ragguardevoli i libri sulla vita quotidiana: Jean Tulard, La Francia ai tempi di Napoleone (Bur, Milano 2000), La vie de Français au temps de Napoléon (Danzer-Kanof Larousse-Vuef, Paris 2003). Molti libri poi, nella mostra improvvisata sul pozzo della piazza, dedicati a Paolina Bonaparte, Maria Waleska, Carolina Murat, Letizia Bonaparte; fra questa rassegna, il libro di Roberto Mosi Elisa Baciocchi e il fratello Napoleone. Storie francesi da Piombino a Parigi ( Il Foglio, Piombino 2013).

Renato in piedi sugli scalini del pozzo, ha richiamato la nostra attenzione, con un’aria un po’ contrita: “Sono stato io a proporre di ricordare la figura di Napoleone Bonaparte ma ho scoperto questo articolo di Stefano Montefiore, sul Corriere della Sera del 18 marzo: “L’anniversario dei 200 anni dalla morte, è giusto celebrare Napoleone? - Alla vigilia del 5 maggio il dibattito è aperto. Il governo di Parigi promette un ricordo con «occhi spalancati» sui lati oscuri (misoginia, razzismo) di un protagonista della Storia”

Ha posto questa domanda: “Che si fa? Si va avanti nella nostra iniziativa, sapendo, fra l’altro, come ricorda il giornale, che he nel 1802 ripristinò la schiavitù dopo l’abolizione a opera della Convenzione, otto anni prima.”

Si è aperta un’accesa discussione che, penso, non aveva niente da invidiare a quelle, di una volta, fra Guelfi e Ghibellini, negli stessi luoghi. La naturale conclusione è stata quella di andare avanti con spirito critico, senza alcuna “santificazione” della figura di Napoleone. Raffaello ha ribadito il programma degli incontri domenicali del gruppo fino al 5 maggio, il NapoDaDay, da tenere a Firenze, nella piazzetta della “Casa di Dante”, se i dati della pandemia rimarranno da zona rossa o, altrimenti, raggiungendo con il treno, delle 7.28, Piombino e, da lì, Cala Moresca e il Sentiero dei Cavalleggeri, in direzione di Populonia, per ricordare, davanti all’isola dell’Elba e la Corsica, vicende memorabili di oltre duecento anni fa, personaggi, storie, leggende.

Rosa e Elisa, nella piazzetta della “Casa di Dante”, hanno raccontato – per iniziare il nostro programma - la storia dell’arrivo di Elisa Baciocchi, la sorella maggiore di Napoleone, a Piombino, da principessa:

“Il 18 marzo 1805 Napoleone annunziò davanti al Senato francese che aveva concesso lo Stato di Piombino alla principessa imperiale Elisa e al marito, principe Felice Baciocchi. La concessione di Piombino fu la prima con la quale l’Imperatore affidava il governo di uno stato a un membro della sua famiglia; il principato di Lucca fu assegnato ai Baciocchi, tre mesi dopo.

“Elisa fece il suo ingresso il 22 febbraio 1806: alla porta della città – dove il sindaco e i cittadini erano ad attenderla – era stato costruito un arco trionfale d’alloro con iscrizioni di saluto, fra le quali un verso virgiliano Iam redit et Virgo et redeunt Saturnia regna”.

Nei giorni successivi raccolse l’invito delle autorità di Portoferraio e “si compiacque di visitare l’Elba, traversando coraggiosamente nelle sue condizioni interessanti il tratto di mare di solito mosso e scrivendo con entusiasmo a Napoleone, il 4 marzo 1806, che “le paysage est très agréable”.

La residenza della nuova principessa è stabilita nell’area della Cittadella, nel luogo, dove gli Appiani tre secoli prima avevano stabilito la loro residenza, su una sommità che, in posizione strategica, sovrasta il centro storico della città. Da qui lo sguardo spazia per gran parte del territorio del Principato e, dalla parte del mare, che brilla in basso, abbraccia la vicina Isola d’Elba, le altre isole dell’Arcipelago Toscano e, in alcune giornate rese chiare dal vento, le montagne della Corsica, la terra di origine dei Bonaparte.

I Principi si trattennero “per tutta la Quaresima e vollero tornare più volte negli anni successivi alla “palazzina delle delizie, come gli abitanti del luogo chiamavano la piccola villa dietro la chiesetta della Madonna di Cittadella, dalla quale la vista corre libera sul mare”.

Fra i primi atti, uno rivolto all’organizzazione dell’esercito: fu costituito il Battaglione dei Cacciatori di Piombino che due anni dopo si fuse con la compagnia cacciatori di Lucca per formare il Battaglione del Principe Felice.”

Ad Hannah e Paul è spettato poi il compito di ricordare lo spettacolo teatrale realizzato nell’estate del 2013 al Teatro all’aperto Casa al Vento, non lontano da Montesenario, sulle colline di Firenze, sulla figura di Elisa Baciocchi, donna forte e ambiziosa che si formò nel turbine dei cambiamenti della Rivoluzione Francese e dell’Europa: “Teatro allo specchio. Una principessa còrsa sul trono di Piombino”. Il resoconto dell’evento è riportato su Literary (Occhio sull’autore, indirizzo: http://www.literary.it/occhio/dati/mosi_rob/2020/22-a%20teatro/a_teatro_per_ricordare_una_princ.html), il testo dello spettacolo è raccolto nell’E-book con lo stesso titolo dello spettacolo (indirizzo: https://poesia3002.blogspot.com/2020/06/teatro-allo-specchio-una-principessa.html ).

Dopo che il campanile della Badia Fiorentina ha suonato mezzogiorno, ci siamo salutati dandoci appuntamento per la domenica successiva, con la speranza che i dati della pandemia ci diano un po’ di respiro e sia possibile raggiungere il mare davanti alle isole dell’Arcipelago e proseguire nei nostri racconti su Napoleone, in preparazione del NapoDaDay: questa volta sull’imperatore francese condotto prigioniero dagli inglesi nel piccolo “regno dell’Elba”.

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