Prometeo e il fuoco della scienza - “Literary”, collegamenti

Mostra “Prometeo. Fuoco e illuminazione”, gruppo Officina del Mito - Intervista sul Mito del Dono del fuoco

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Il fuoco di Prometeo al Circolo degli Artisti di Firenze

Si è inaugurata con vivo successo il 3 ottobre la Mostra” Prometeo. Fuoco e Illuminazione”, realizzata dal gruppo “Officina del Mito”, al Circolo degli Artisti della Casa di Dante, a Firenze. La Mostra rimarrà aperta fino al 15 ottobre. Il gruppo è composto da Rosa Cianciulli, Andrea Ortuno, Guido Del Fungo, Angiolo Pergolini, Enrico Guerrini,  Andrea Simoncini, Roberto Mosi,  Paraskevi Zerva, Margherita Oggiana,  Umberto Zanarelli; è attivo da oltre cinque anni e ha già realizzato mostre dedicate a “I confini del mito”, “Il Labirinto”, “Orfeo”.

Collegamento Literary 26 ottobre

Collegamento con Literary 12 ottobre

Un coloratissimo Catalogo riporta, con il saluto del Presidente del Circolo Franco Margari e il contributo critico di Virginia Bazzechi Cancellieri, il punto di vista degli artisti sul mito del personaggio, con una scelta delle opere presentate. Si veda il video pubblicato su YouTube (indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=bt-EM5sgvdY).

La manifestazione di inaugurazione si è potuta tenere all’aperto, nella suggestiva piazzetta prospiciente il Circolo, una fortuna in questo periodo di pandemia. Al centro della manifestazione lo splendido spettacolo della danza dedicata al dono del fuoco, realizzato da Zerva Paraskevi e da due danzatrici, con costumi coloratissimi. Le immagini del memorabile spettacolo riprese con un breve video (indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=OpqcN2AQY4Y ).

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Quando l’Officina del Mito ha proposto di realizzare su Prometeo la quarta edizione della mostra, ho subito pensato al motivo del sacrificio per il bene dell’umanità, al dono della civiltà e della scienza che risolleva gli uomini dalla barbarie e quindi è balzata alla mente la figura del “Prometeo incatenato” di Eschilo.

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“Fu mia – e a loro bene – l’idea del calcolo”, Eschilo

Al centro di questo percorso di ricerca vi è il suono degli antichi versi: “Prima di me guardavano ed era cieco guardare, udivano suoni e non era sentire … Era tutto un darsi da fare senza lume di mente…”; vi è l’essenza del dono concesso all’umanità: “Fu mia – e a loro bene – l’idea del calcolo, primizia d’ingegno e fu mio il sistema dei segni tracciati, Memoria del mondo, fertile madre delle Muse”. E come non avvicinare le sofferenze di Prometeo incatenato alla rupe nella fredda regione della Scizia, a quelle di Cristo che soffre come un reietto sul palo ignominioso della croce, perché gli uomini siano salvati?

La poesia e l’immagine fotografica sono state per me il mezzo per interpretare e raffigurare il dono del “calcolo” o della scienza nel tempo del mito e della civiltà contemporanea, nel momento in cui la scienza diviene “speranza” e nel momento, attuale, in cui precipita nell’angoscia e segna il rischio dell’intera umanità di perdersi, di vanificare l’amore manifestato alle origini da Prometeo.

Jorie Graham

——————– = angoscia per la scienza

Prometeo

Incontro Prometeo

e il tempo dell’oggi

a Silicon Valley.

Sfoglio le pagine, industrie

di successo, sfide della scienza.

Mi sorprende il cigolio di latta

dei Robot, escono dagli schermi

camminano sull’acciottolato

della via. Calcolatori nella pancia,

motori, attuatori – mani, gambe,

ruote – per occhi, monitor rossi.

Musica, David Bowie, Ziggy Stardust.

Poesia, Jorie Graham, Fast.

Il dio, ladro del fuoco, modella

l’Intelligenza Artificiale, crea

macchine che apprendono

che decidono, immaginano,

rubano le nostre identità,

coniuga algoritmi opachi di luce,

pericolosi per il convivere civile.

Il logos si è fatto macchina,

lo spirito soffia sul non vivente.

L’arte disegna le figure dell’angoscia.

———————

Successo della Mostra sul dono del fuoco - Intervista sul Mito

Si è conclusa con successo la Mostra “Prometeo. Fuoco e Illuminazione” realizzata dall’Officina del Mito e inaugurata il 3 ottobre scorso a Firenze, presso il Circolo degli Artisti “Casa di Dante”.

Literary del 6 ottobre ha parlato della festa d’inaugurazione che ha visto una larga partecipazione nella piazzetta prospiciente il Circolo degli Artisti.

Nell’incontro di chiusura della Mostra – 15 ottobre - è stato fatto il bilancio dei risultati raggiunti. Più giornali e riviste hanno parlato della manifestazione, ponendo in risalto le problematiche che gli autori, con le loro opere, hanno affrontato. Il quotidiano La Nazione (1 ottobre) Firenze (1 ottobre 2020) scrive che “Prometeo è un titano amico dell’umanità e del progresso poiché ruba il fuoco agli Dei per darlo agli uomini. Per questo subirà la punizione di Zeus, che lo incatena a una rupe ai confini del mondo per poi farlo sprofondare nel Tartaro. E proprio all’eroe benefattore dell’umanità è dedicata la nuova mostra d’arte contemporanea che si terrà presso le sale espositive della Società delle Belle Arti di Firenze. Che ha per titolo appunto “Prometeo. Fuoco e illuminazione”.

“Gli artisti di “Officina del mito”, Rosa Cianciulli, Guido Del Fungo, Enrico Guerrini, Roberto Mosi, Margherita Oggiana, Andrea Ortuño, Angiolo Pergolini, Andrea Simoncini, Umberto Zanarelli, Paraskevi Zerva, attraverso le loro opere indagheranno uno dei più affascinanti miti sull’origine del fuoco; là dove i temi del furto e le sue nefaste conseguenze per gli uomini e per lo stesso titano, diventano paradigma della sostanziale problematica della padronanza da parte dell’essere umano di una forza enigmatica nel suo prodursi e nel suo manifestarsi, come quella del “fuoco della conoscenza”.

La Mostra lascia, in particolare, una ricca documentazione cartacea e, soprattutto, online, dei suoi contenuti e delle diverse visioni sui temi in questione, degli autori, protagonisti dell’iniziativa. È un po’ come se la stessa Mostra rimanesse aperta permettendo un fruttuoso scambio di conoscenze e di confronto.

Particolare il video di Virginia Bazzechi G. C., un’opera agile e immediata che suscita subito riflessioni ed emozioni (indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=AFvxRm0E3bM&list=PLKs0dokJPvpjRmTI67DjY7a_uDzyC9NEF&index=85&t=62s ).

Angiolo Pergolini ha assunto il compito di realizzare un video con il quale compie, con professionalità, i momenti inaugurali della Mostra, dal saluto iniziale del presidente Franco Margari, al discorso di analisi critica di Virginia Bazzechi G. C., alla Danza del dono del fuoco di Paraskevi Zerva, al Concerto – Conferenza del pianista Umberto Zanarelli (indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=nvgNMw9R584&list=PLKs0dokJPvpjRmTI67DjY7a_uDzyC9NEF&index=87&t=428s ).

È infine da sottolineare che il patrimonio di strumenti di cui si è dotata la Mostra, è stato arricchito da una raccolta di interviste effettuate dal presidente Franco Margari ad ogni autore, con le riprese di Angiolo Pergolini.

E’ presente in questa raccolta, anche la mia intervista (video “Il Prometeo di Roberto Mosi”: indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=MZYV6CuIJMs&list=PLKs0dokJPvpjRmTI67DjY7a_uDzyC9NEF&index=86&t=16s ).  Gli elementi della mia ricerca, come è detto nel Catalogo, partano dal “Prometeo Incatenato” di Eschilo:

“Fu mia – e a loro bene – l’idea del calcolo”, Eschilo

“Quando l’Officina del Mito ha proposto di realizzare su Prometeo la quarta edizione della mostra, ho subito pensato al motivo del sacrificio per il bene dell’umanità, al dono della civiltà e della scienza che risolleva gli uomini dalla barbarie e quindi è balzata alla mente la figura del “Prometeo incatenato” di Eschilo. Al centro di questo percorso di ricerca vi è il suono degli antichi versi: “Prima di me guardavano ed era cieco guardare, udivano suoni e non era sentire … Era tutto un darsi da fare senza lume di mente…”; vi è l’essenza del dono concesso all’umanità: “Fu mia – e a loro bene – l’idea del calcolo, primizia d’ingegno e fu mio il sistema dei segni tracciati, Memoria del mondo, fertile madre delle Muse”. E come non avvicinare le sofferenze di Prometeo incatenato alla rupe nella fredda regione della Scizia, a quelle di Cristo che soffre come un reietto sul palo ignominioso della croce, perché gli uomini siano salvati?

La poesia e l’immagine fotografica sono per me il mezzo per interpretare e raffigurare il dono del “calcolo” o della scienza nel tempo del mito e della civiltà contemporanea, nel momento in cui la scienza diviene “speranza” e nel momento, attuale, in cui precipita nell’angoscia e segna il rischio dell’intera umanità di perdersi, di vanificare l’amore manifestato alle origini da Prometeo.”

Il logos si è fatto macchina,

lo spirito soffia sul non vivente.

L’arte disegna le figure dell’angoscia.

Si conclude così, con questa ricchezza di risultati, la IV Edizione dell’Officina del Mito, un’esperienza che mostra il suo valore non solo con le opere dei singoli artisti ma anche, e soprattutto, per il comune impegno a dare vita ad un progetto dedicato ad archetipi della vita dell’uomo, di ieri e di oggi.

Al prossimo appuntamento per sfogliare insieme, ancora una pagina dall’infinito, e meraviglioso, libro del Mito!

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Un Commento

  1. roberto mosi ha scritto questo commento il 4 aprile 2021

    Gli elementi della mia ricerca, come è detto nel Catalogo, partano dal “Prometeo Incatenato” di Eschilo:

    “Fu mia – e a loro bene – l’idea del calcolo”, Eschilo

    “Quando l’Officina del Mito ha proposto di realizzare su Prometeo la quarta edizione della mostra, ho subito pensato al motivo del sacrificio per il bene dell’umanità, al dono della civiltà e della scienza che risolleva gli uomini dalla barbarie e quindi è balzata alla mente la figura del “Prometeo incatenato” di Eschilo. Al centro di questo percorso di ricerca vi è il suono degli antichi versi: “Prima di me guardavano ed era cieco guardare, udivano suoni e non era sentire … Era tutto un darsi da fare senza lume di mente…”; vi è l’essenza del dono concesso all’umanità: “Fu mia – e a loro bene – l’idea del calcolo, primizia d’ingegno e fu mio il sistema dei segni tracciati, Memoria del mondo, fertile madre delle Muse”. E come non avvicinare le sofferenze di Prometeo incatenato alla rupe nella fredda regione della Scizia, a quelle di Cristo che soffre come un reietto sul palo ignominioso della croce, perché gli uomini siano salvati?

    La poesia e l’immagine fotografica sono per me il mezzo per interpretare e raffigurare il dono del “calcolo” o della scienza nel tempo del mito e della civiltà contemporanea, nel momento in cui la scienza diviene “speranza” e nel momento, attuale, in cui precipita nell’angoscia e segna il rischio dell’intera umanità di perdersi, di vanificare l’amore manifestato alle origini da Prometeo.”

    Il logos si è fatto macchina,

    lo spirito soffia sul non vivente.

    L’arte disegna le figure dell’angoscia.

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