Il capolavoro del Rosso Fiorentino - Volterra

“Deposizione dalla Croce” - Nasce l’arte moderna

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A Volterra per incontrare il capolavoro del Rosso Fiorentino

Sono molti i visitatori, in questo periodo di ripresa del turismo nelle città d’arte, della città di Volterra, come ho potuto constatare recentemente di persona, domenica 9 agosto. Volterra, edificata fra le valli dell’Era e del Cecina, su un colle di 540 m. che domina un ampio territorio, è cinta da una doppia cortina di mura, etrusca e medioevale.

Fra i molti tesori che conserva, nella mia visita alla vigilia delle feste di Ferragosto, sono rimasto suggestionato da una bella sorpresa, l’incontro con la Deposizione dalla Croce del Rosso Fiorentino, nella Pinacoteca posta nel Palazzo Minucci-Solaini in via dei Sarti. Giovan Battista di Jacopo di Gasparre, detto il Rosso Fiorentino, fu uno dei principali esponenti dei cosiddetti “eccentrici fiorentini”, i pionieri del manierismo in pittura.

Nel bel palazzo, splendido esempio di architettura rinascimentale, è raccolta la Galleria pittorica comunale, fondata nel 1905 nel Palazzo dei Priori e comprendente un largo numero di dipinti di artisti fiorentini, senesi e volterrani provenienti da chiese, monasteri e compagnie soppresse.

Al primo piano, l’incontro con la Deposizione dalla Croce che è la più famosa opera del nostro artista. Nella sala alcune annotazioni illustrano il valore della grande pala d’altare che “segna un momento significativo nella storia della pittura italiana”. Infatti molti studiosi la considera il quadro più rappresentativo del Manierismo, la corrente artistica che agli inizi del Cinquecento determina la nascita della pittura moderna in Italia.

Mi sono ritrovato da solo, nel silenzio del primo mattino, a contemplare il capolavoro. La scena, come noto, è inquadrata dalla croce e la disposizione delle scale addossate alla croce, aiuta lo sguardo a seguire le linee prospettiche verso il punto di fuga posto ai piedi della stessa croce.

“Due momenti distinti – ci fa notare l’illustrazione presente nella sala - ciascuno dei quali esprime un diverso sentimento: la staticità della parte inferiore, dove sono raccolti i personaggi dolenti, si contrappone alla dinamicità della parte superiore, dove i personaggi si muovono intorno al corpo di Cristo. Due diverse tensioni, i personaggi in alto presentano un maggior numero di parti del corpo scoperte, si evidenzia la tensione dei muscoli, le vesti hanno tonalità chiare. Nel piano inferiore la Vergine  è sorretta da figure che si caratterizzano per i colori più scuri e per la loro posizione statica, in piedi con il capo chino”.

Una visita dunque ad un antico borgo come quello di Volterra – nel nostro Paese così ricco di borghi e di contrade – riserva facilmente una sorpresa del genere; e nella stessa Pinacoteca sono ospitati, come abbiamo detto, quadri che illustrano la storia artistica di Volterra dal Medioevo all’età moderna, affiancate da sculture, medaglie, monete e ceramiche.

Al terzo piano del Palazzo Rinascimentale Minucci-Solaini, altra sorpresa: la mostra dell’invenzione del motore a scoppio, di cui fu protagonista un figlio si Volterra, Barsanti. Dalle finestre delle sale, la vista spazia sui tetti rossi del Centro, sulle vicine rovine del Teatro Romano, fino all’ultima cinta delle mura etrusche, poste sopra gli “spaventosi” dirupi delle Balze.

Ritornano alla mente i versi del sonetto di Gabriele D’Annunzio:

Su l’etrusche tue mura, erma Volterra,

fondate nella rupe, alle tue porte

senza stridore, io vidi genti morte

della cupa città ch’era sotterra.

Pittura, poesia, paesaggio: è immediato unire l’avventura a Volterra, alla scoperta dell’opera del Rosso Fiorentino, alle pagine di poesia raccolte nell’Antologia “Poesie 2009-2016 (R. Mosi, Ladolfi Editore; video: https://www.youtube.com/watch?v=FuSecM_Ox8E ) dedicate a Vermeer:

Vermeer, l’ossessivo immergersi

nella trama del silenzio - Roberto Mosi

Vive assorto

una religiosa atmosfera

castamente medievale

bagnata del silenzioso

mistero della morte.

L’arte blocca l’attimo

rende fisso, eterno

il fare quotidiano

lo sguardo trepido e fuggevole

un gesto furtivo

il luccicare di una perla

il raggio più intenso

del sole tra le nubi.

La mutevole luce

degli alti cieli ventosi d’Olanda

respira di metafisica fissità,

unisce il tempo e lo spazio

immobilizza l’aneddoto

rende imperitura

l’effimera apparenza.

Ossessiva conquista del moderno

sottile dubbio sulla realtà

nascosta sotto un’ossessiva

precisione di dettagli

di un ossessivo immergersi

nella trama del silenzio.

L’universalità dunque dell’arte, la scoperta della luce e del silenzio nella pittura moderna, dai borghi della Toscana ai lontani paesi dell’Olanda.

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