Firenze: “Flora agli Uffizi”, per Ferragosto

La speranza di un nuovo Rinascimento

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Flora agli Uffizi, per Ferragosto - Il nuovo Rinascimento

La festa di Ferragosto di questo anno nella città di Firenze prostrata dal coronavirus, ha avuto un significato particolare per la sua ripresa, per segnare passi in avanti nell’accoglienza dei visitatori attratti dallo straordinario patrimonio culturale. Ho dedicato la mattina del Ferragosto ad una passeggiata per il centro con la macchina fotografica, per meta il piazzale degli Uffizi.

L’attenzione è stata rivolta al formarsi delle code dei visitatori all’ingresso della Galleria degli Uffizi, sotto i loggiati, e ai vari eventi che cominciano a rianimare il cuore della città. Le immagini fotografiche che ho ripreso fissano questo risveglio, confermato anche dalle notizie pubblicate dai giornali che indicano in oltre ventimila il numero dei visitatori ai musei statali. Fra gli incontri, l’andirivieni delle carrozzelle con i turisti, gruppi di famiglie in bicicletta, le allegre voci di schiere di giovani, la sosta serena ai tavolini dei bar per un aperitivo.

Ancora una volta i protagonisti di queste visite, di queste attese sono le opere d’arte, a partire da quelle più conosciute, entrate nell’immaginario comune. Fra queste, è immediato ricordare i quadri del Botticelli agli Uffizi, dalla “Venere” che sorge dalle acque alla “Primavera”, quadro animato dal personaggio mitico di Flora e da tante altre figure. Nella passeggiata di Ferragosto, il pensiero è tornato al poemetto “Concerto per Flora” (nel libro “Concerto”, Gazebo Libri 2013) che ho composto alcuni anni orsono e con il quale ho cercato di dare vita, nel quotidiano della vita di oggi della città, ai personaggi mitici dei quadri, ora ricordati.

Dalla sezione “Fiorire”, del I atto “Primavera” del “Concerto per Flora”:

Fiorire

“Ben arrivato agli Uffizi”,

Flora salutandomi

mi porge una rosa.

“Sandro mi ha rifatto

il trucco per ricevere

la folla dei visitatori”.

La fila della folla

disegna nel Piazzale

le spire di un anaconda.

Un Cupido dipinto di bianco

lancia frecce di gomma

ai passanti.

“La notte usciamo

dai quadri, mi scateno

con Venere e Mercurio.

Arriva il profumo dell’Arno,

l’aroma del pane,

il canto degli ubriachi”.

Non dormite, non riposate

la notte? La vostra

salute è in pericolo.

Oggi c’è bisogno

di bellezza, di simboli

sereni del bello.

Quando dalla Torre

suona il mattino,

arrivano i padri,

a colpi di pennello

sparisce la stanchezza,

si ricompongono le vesti.”

Chiedi ai padri

di rimanere tra noi,

l’arte fecondi

la sterilità dei tempi,

rinascano le botteghe,

i gigli del Rinascimento.

“Concerto per Flora” è dunque un pometto in tre parti, pubblicato anche nella forma dell’e-book, illustrato dai disegni del pittore Enrico Guerrini (si veda in “Mito”, Ed. LaRecherche”, pag. 48-62: https://www.larecherche.it/public/librolibero/Mito_di_Roberto_Mosi_Grafica_di_Enrico_Guerrini.pdf ), che vede l’animazione di personaggi illustri della storia dell’arte, con l’auspico di una rinascita, di un nuovo Rinascimento. Uno spunto per questa prospettiva è ancora la figura mitica di Mercurio che nel quadro de “La Primavera” di Botticelli, perfora con il caduceo, le nere nubi del cattivo tempo che si addensano su Firenze, per far tornare il sereno; così dalla sezione “Flora” del poemetto:

Mercurio nel bosco

profumato d’aranci,

in vesti da guerra,

alza in alto il caduceo

cinto da due feroci

serpenti avvinghiati.

Trafigge l’ultima nube

residuo della discordia,

mostra il tempo della pace.

La tempesta vola via

dalla città di Fiorenza,

dalla terra dei Medici.

Ancora una volta ho ripreso in un video le illustrazioni pittoriche e i versi del poemetto “Concerto per Flora” e ho inserito le immagini di speranza, di attesa, di incontro riprese per le piazze e le strade di Firenze nella mattina di Ferragosto. Il prodotto è il video “Flora agli Uffizi” (indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=w2EbRpLqCHM ) unito al presente resoconto, come un dono augurale per i tempi di un nuovo Rinascimento per “la città dell’iris”, il fiore simbolo della sua bellezza.

Dalla poesia “L’erta dei Catinai” in: R. Mosi, “Il profumo dell’iris”, Gazebo Libri 2018 ( video di presentazione: https://www.youtube.com/watch?v=RBxsN5TNLAo ):

Iride, una madonna fiorentina,

promise amore al giovane

che dipinse un fiore così perfetto

da ingannare una farfalla.

Da lei ebbe nome iris,

il simbolo di Firenze.

Dopo l’erta dei Catinai

si apre la vista su Firenze,

città di bellezza elegante

preziosa come il profumo

dell’iris, dal tono austero,

riservato. Si concede solo

a chi la ama, la sa apprezzare.

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