“Canzonetta dell’addio”, “Canzonetta delle colpe”

Effetto giorno/ effetto notte - Anna Maria Volpini

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Canzonetta dell’addio

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effetto giorno

un fresco vento

indolente

ha temperato le ore

dita dimenticate

tra luci e ombre

scivolate via

con dignità

nel verde

e l’aria

non più quella

del giorno

precedente

secca e grama

lisciava il piumaggio

degli uccelli ignari

del loro destino

persi nella polvere

bianca sollevata

tra i sentieri

lontani e lustri

merli e fringuelli

avevano cantato

per me con gentilezza

la canzone dell’addio

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.

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effetto notte

solo la notte aveva

rinfrescato l’aria

e la vista si era

appannata

ma la vita intorno

riprendeva fiato

ogni sogno stava

al proprio posto

batteva

ritmicamente

un cuore che

bussava alla porta

della vita

sarebbe stato

difficile illuminare

i sogni significava

rimuoverli annegarli
la mano del destino

bussa alle porte

a volte a mano

aperta a volte

a pugno chiuso

inutile fermarla

toc-toc due colpi discreti

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.

20200730_321.

Canzonetta delle colpe

.

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effetto giorno

le porte dell’Eden

si sarebbero potute

aprire scovati

colpe e colpevoli

ma andava in scena

solo l’ultimo atto

bisognava saperlo

prima l’indomani

le notizie trapelate

con un linguaggio

asciutto facevano

da esca per illuminare

crimini e misfatti

qua e là i corvi

gracchiavano

avvisati da qualche

beccamorto

quasi a rinviare

il momento dell’estrema

verità

L’odore della morte

costeggiava

la scalinata

del cimitero

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.

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effetto notte

l’aiuto implorato

sarebbe venuto

dal cielo e dalla terra

giustizia sarebbe stata

fatta ma per poco

nell’aria aleggiava

un silenzio

compatto che

dava un sapore

di malattia

sembrava di

camminare in

un sepolcro

da cui poteva

sbucare qualche

fantasma del passato

nel recesso più buio

si sentì il ringhio

di un cane o

di un demonio

e l’orribile visione

apparve trattenuto

da una corda

penzolava l’impiccato

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anna maria volpini

40-la-statua-dellombra-della-sera-al-museo-guarnacci-di-volterra

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