Recensioni per “Sinfonia per San Salvi”

Silvia Ranzi, Franca Alaimo, Mariagrazia Carraroli

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Recensione di Silvia Ranzi – in Rivista Toscana nuova, giugno 2020, pag. 49

Roberto Mosi, Sinfonia per San Salvi. Variazioni per parole e musica, “Litania su Piombino” –Interventi di Nicoletta Manetti e Gordiano Lupi – Edizioni Il Foglio, 2020

La nave dei folli dal padiglione/delle Agitate/ondeggia sul mare di erba, /di pini, si infrange contro il muro/che divide il giardino dal mondo.

ROBERTO MOSI si qualifica nel panorama della Poesia contemporanea a Firenze per la sua ampia ed articolata produzione in versi, nelle vesti di ispirato ricercatore tra reale ed ideale, reporter attento che dalla dimensione del contingente sublima distillate verità introspettive ed etico-sociali, quale sensibile esploratore della cultura del territorio, supportato dalle ascendenze evocative della storia e del Mito.

Crede nell’Interdipendenza fra le Arti e lo attesta il suo legame con il parallelismo Figurativo Espressionista dell’amico artista, Enrico Guerrini ed i Video Art sui suoi cicli lirici, curati dal critico d’arte Virginia Bazzechi.  Nei suoi eventi letterari performativi onora il concetto di SORORITA’ FRA LE ARTI, codificato nell’antichità dagli assiomi tramandati: l’”Ut pittura Poesis” dell’Arte poetica di Orazio ed un detto di Simonide di Ceo, riferito da Plutarco: “La Pittura è Poesia muta e la Poesia Pittura parlante”.  L’autonomia e sinestesia delle Arti è stato confermato da numerosi pensatori, come Goethe nelle sue riflessioni sul sapore dei colori e lo sottoscrive il saggista e critico letterario inglese Walter Pater in suo passo: “Sebbene ogni Arte abbia il suo specifico ordine di impressioni e un incanto inconfondibile, può osservarsi che ogni arte tende a trapassare nella condizione di un’altra”.

Il recente libro “SINFONIA PER SAN SALVI”, (Edizioni Il Foglio, Piombino, 2020) è un progetto editoriale diretto da Roberto Mosi in collaborazione con gli interventi di Nicoletta Manetti  e Gordiano Lupi, corredato da 28 fotografie dell’autore  in bianco e nero che riportano le immagini di murales ed anfratti ambientali odierni, riguardanti interni ed esterni di uno dei Padiglioni dell’ex-Manicomio riprese dalle griglie in ferro che sbarrano porte e finestre, secondo una concatenazione di accenti lirici che approdano a Piombino, città delle  spente  Acciaierie nella criticità industriale dell’oggi, secondo la  visuale appagante del mare dalla panoramica Piazza Bovio.

Il testo, composito e corale nella sua miscellanea rielaborata da precedenti Sillogi - Concerto; NonLuoghi; Parole e paesaggi; Navicello etrusco - è dedicato a Carmelo Pellicanò, ultimo Direttore Psichiatra che ha curato la fase di transizione operata dalla Legge 180 di F. Basaglia - 13 maggio 1978 - finalizzata alla chiusura del Manicomi. Il Parco San Salvi in data 25 aprile-1° maggio dello stesso anno fu aperto alla cittadinanza ed i giovani della Brigata Rodolfo Boschi di Grassina, realizzarono con l’aiuto degli artisti della Tinaia, un murales su disegno creato dagli esuli cileni, in omaggio alla poesia “La città” che Pablo Neruda dedicò a Firenze, quando nel dopoguerra del 1951 ritirò la cittadinanza onoraria.

La studiata orchestrazione di testi poetici e testimonianze plurime - tra cui la canzone di Simone Cristicchi “Ti regalerò una rosa”, vincitrice del 57° Festival di Sanremo sul tema della follia e della solitudine - si offre come una sinfonia melodica, nel ricordo di coloro che hanno sofferto il discrimine tra follia e ragione, verso un umanesimo da riabilitare secondo nuove direzioni rigenerative ed educative. Emblematici i tempi della sintassi eufonica nelle modulazioni ritmiche al pari delle partiture musicali del Tempo e dello Spazio, alleate alla memoria sul refrain “TERRA”: “DESOLATA”, “FOLLIA”, “LIBERATA”, “RICONQUISTATA”.  

Il poeta-fotografo Roberto Mosi dà prova ancora una volta di saper esaltare l’icasticità dello scatto fotografico al servizio della parola mito-poetica tra grafema e fonema, catturando l’identità dinamica dei luoghi, facendo proprio il concetto di “Terzo paesaggio” enucleato da Gilles Clèment per le aree dismesse diversamente biologiche, stigmatizzando i suoi densi itinerari lirici.

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Recensione di Franca Alaimo

Blog “poesia3002”, 12 giugno 2020

“Carissimo Roberto, ho ricevuto e letto con grande gioia il tuo ultimo libro “Sinfonia per San Salvi”, che mi è piaciuto molto.

In verità la prefazione che l’accompagna è talmente puntuale e dettagliata da rendere ardua la possibilità di aggiungere qualcosa al già detto.

Tuttavia proverò ad esprimere le mie impressioni, magari correndo il rischio della ripetizione, giusto per farti giungere il mio apprezzamento.

La cosa che senz’altro mi ha maggiormente impressionata è la coralità della struttura, che coinvolge altri poeti, scrittori ed artisti viventi o già estinti, allo scopo di cucire insieme esperienze e opere di ogni tempo e luogo, per celebrare la fecondità inesauribile e senza confini della creatività umana, la qual cosa bene si accorda con l’idea che sta alla base del libro, trovando anche uno specchio nel disordine fecondo delle “erbacce” che seguono lo spirare del vento e le stagioni del tempo. Le erbacce potrebbero costituire, così a me sembra, la metafora più calzante di quelle creature umane, le quali, per essere disobbedienti alla norma, sono state emarginate e trattate, almeno fino a che non andò in vigore la legge Basaglia, come cose prive d’anima e sentimenti e, peggio che le cose stesse, derubate perfino del loro corpo. Il libro è una lunghissima, accorata difesa della condizione della follia, tema più volte raccontato da scrittori, registi, filosofi, psichiatri; e certi versi del tuo libro sono percorsi da una profonda tenerezza. la stessa che ispira la bellissima canzone di Cristicchi.

Oltremodo interessante è anche che tu abbia dato voce ai matti dell’ex manicomio di San Salvi e attraverso alcuni stralci di lettere e attraverso le foto dei murales da essi lasciati sulle pareti dell’edificio, i quali comunicano sensazioni forti, stupore e perfino sconcerto, lo stesso che assale quando qualcuno traccia ancora una linea di demarcazione fra norma e follia, quasi sia possibile, quasi sia del tutto arginata la complessità della psiche umana.

L’insieme di tante voci, la divisione in quattro sezioni o tempi, il ritmo poematico dei tuoi versi, la stessa citazione di arie operistiche (a cui mentalmente si aggiungono i suoni) danno luogo, in effetti, ad una gradevolissima sinfonia, sia nel senso etimologico di insieme di voci, sia nel senso di un’unità di intenti.

Il fatto che tu riprendi e in parte riscrivi versi tratti dai tuoi testi precedenti mi fa pensare che probabilmente questo libro rappresenti per te come un punto di arrivo della tua attività poetica e non solo. A sostenere l’idea di questo libro inusuale è inoltre un grandissimo amore per Piombino, tra bellezze paesaggistiche e storia, perché questo, oltre che un libro-testimonianza, è anche un prezioso omaggio ad una città che diventa anche il palcoscenico-simbolo di una proiezione verso la Speranza di una “terra riconquistata” come recita il titolo dell’ultima sezione. Metafora ne è piazza Bovio, a Piombino, “distesa sul mare come la prua di una nave”, come ad invitare l’umanità intera ad un nuovo viaggio. Un abbraccio, Roberto, e grazie! Franca Alaimo”.

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Roberto Mosi, Sinfonia per San Salvi. Variazioni per parole e musica – “Litania su Piombino”, Edizioni Il Foglio, Piombino 2020.

Premessa dell’autore. Interventi di Gordiano Lupi e Nicoletta Manetti. Postfazioni di Gianni, Rosaria, Pierluigi ed Emanuele Pellicano. Progetto di Nicoletta Manetti e Roberto Mosi. 28 illustrazioni in b/n - pp. 126
prezzo: € 12,00

Commento di Maria Grazia Carraroli

in Blog “poesia3002”, 18 giugno 2020

“Carissimo Roberto, una sorpresa, una gioia ricevere la tua “Sinfonia per San Salvi” e scoprirvi la dedica a Carmelo Pellicanò, ” l’ultimo direttore del Manicomio di San Salvi”.

Avevo ammirato la signora Concetta, la moglie del dottore e le avevo voluto bene. Lei che, con forza e impegno personale non comune, aveva portato avanti la missione del marito, affiancandosi con intelligenti iniziative a Claudio Ascoli e alla sua straordinaria compagnia teatrale.
Concetta a suo tempo era intervenuta alla presentazione del mio “N.O.F.4 centottantadue metri di follia”, curata dalla fondazione IL FIORE al San Anna di Pisa. Da allora siamo state sempre in amichevole contatto e generoso scambio, fino alla sua scomparsa…
Ma torniamo al tuo libro, alla sinfonia  che mi ha appassionatamente coinvolta: un melodramma intrecciato di voci, quelle splendide dei tre protagonisti: il baritono Mosi, il tenore Lupi e la deliziosa soprano Manetti,  intervallati dal basso Chille de la Balanza e da un coro dal quale emergono inconfondibili, le voci di Merini, Campana, Neruda…
Voci, voci e voci, per ridare la parola a coloro cui era stata tolta per sempre, a chi, come Dino Campana, era stato ridotto a una scossa elettrica, mentre le sue rose sfiorivano ” sotto il sole tra i rovi”, ai molti cui erano state cestinate le lettere, stroncati gli affetti da mura invalicabili, da troppo poco tempo abbattute da un medico che saliva e scendeva le scale dei folli per alleviarne le angosce e da un cantastorie che ama i matti e li ha portati a San Remo…
Folli, come “erbacce”: disordinati, strani e sporchi, senza nome…che danzano le ore, offrendo al mondo il desiderio dell’impossibile con le ali del sogno. Folli, cui tu, Roberto, hai voluto dedicare la bellissima SINFONIA PER SAN SALVI in un teatro di parole dalla scenografia in bianco e nero, austera, nitidamente sobria, per contrastare la forte colorazione del dramma rappresentato.
Un dramma recluso, abbrutito da docce gelate ed elettroshock, dramma che Carmelo Pellicanò aveva tentato con tutte le sue forze di comprendere, alleviare, consolare.
A te e a tutti i partecipanti alla composizione dell’opera, il mio commosso plauso. Un caro saluto, Mariagrazia Carraroli”.

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Un Commento

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