La poesia dai balconi nel periodo del lockdown

Poesie di Gianni Rodari, Giuseppe Ungaretti, Emily Dickinson, Alda Merini

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Mi hanno colpito le notizie sugli incontri di vicinato che hanno avuto al centro la poesia, tenuti dalle finestre e dai balconi nel lungo periodo del confinamento legato all’infuriare della pandemia. Questi episodi dimostrano, in definitiva, che la poesia è viva e viene avvertita dalle persone, in maniera diffusa, un conforto e un ristoro anche in momenti difficili della vita. Credo che questi episodi siano di un interesse almeno pari alle iniziative promosse da giornali, riviste, associazioni culturali per la raccolta di componimenti “d’occasione”, composti da autori più o meno famosi.

Una settimana fa mi è stato consegnato il CD preparato da un gruppo di vicinato di Firenze di via Domenico Veneziano, in Oltrarno, presso via Pisana, che documenta gli incontri dalle finestre e dai balconi che sono stati tenuti nel corso della pandemia. Gli incontri si sono svolti ogni giorno alle 18; “I Balconari”, il nome scelto dal gruppo, che aveva per insegna la celebre scritta “Andrà tutto bene”, sullo sfondo dei colori dell’arcobaleno e il manifesto: “In quarantena? Si, ma non in silenzio!”

Fra gli animatori dell’iniziativa, Angiolo Pergolini, pittore e musicista, il quale ha documentato in video il succedersi degli incontri e che aveva il compito, ogni sera, di far risuonare un squillo di tromba per la riunione del vicinato e per dare inizio, dopo un brano di musica jazz o folk accompagnato dalla chitarra e dall’armonica, la lettura di una poesia scelta, nel corso di un lavoro comune, di giorno in giorno. Le persone si sono alternate nella lettura dei testi al microfono e le registrazioni danno il senso di interpretazioni molto sentite, con un effetto speciale di eco fra le case; fra i lettori, Patrizia, moglie di Angiolo, particolarmente brava, una delle protagoniste.

Le poesie registrate nel C D sono oltre quaranta, con la scelta di testi di autori classici e di autori dei nostri giorni. Apre la rassegna, in maniera significativa, la poesia di Irene Vella “Era l’11 marzo 2020”, della quale ne hanno parlato i giornali e che è stata ripresa, in maniera “virale”, da molti social:


Era l’11 marzo del 2020,

le strade erano vuote, i negozi chiusi

la gente non usciva più.

Ma la primavera non sapeva nulla

e i fiori continuavano a sbocciare

ed il sole a splendere

e tornavano le rondini …

Mi fa piacere ricordare che di questa raccolta fa parte anche una mia poesia, nata dalla esperienza personale dei giorni trascorsi sulla terrazza di casa ad osservare il silenzio del mondo:

Straniero fra gli uomini

I giorni passano lenti sulla terrazza

aperta su uno spicchio di periferia,

gocce d’acqua sulle stalattiti della grotta.

Lo sguardo curioso insegue voli

nell’aria tiepida di primavera.

Ora lontani sullo sfondo delle case

raccolte sotto la Torre D’Arnolfo

o delle dolci colline di Fiesole

ora vicini alla balaustra di ferro

piena di fiori, gerani e garofani.

Ora conosco il nome di ogni specie

la veste delle loro piume, maschi

e femmine, il modo di far la corte

ora distinguo i loro versi di saluto

e di richiamo, il mattino e la sera.

Ora so come si alzano in volo

l’ondeggiare della traiettoria

nel vento, il fermarsi improvviso

ora non mi sorprende lo scontro

per primeggiare sul rosso dei tetti.

Ormai sono uno di loro sopra

la terrazza invasa dallo stridio

dei voli nel silenzio della città

ormai straniero tra gli uomini

ammutoliti dall’epidemia.

La registrazione di questa poesia è riportata su un video di YouTube: Patrizia legge il testo dalla terrazza della sua casa, accompagnata dagli accordi di chitarra di Angiolo: https://www.youtube.com/watch?reload=9&v=Q3sKRmEI7D8 .

Della rassegna delle poesie, scelte con sensibilità e competenza, ci limitiamo a ricordare i testi che seguono.

* di Emily Dickinson

Quanto è felice la piccola pietra
che rotola sulla strada tutta sola
e non si preoccupa della carriera
e non teme le esigenze –
il cui cappotto di bruno elementare
indossa un universo passeggero,
e indipendente come il Sole
si accompagna o brilla sola,
seguendo una volontà assoluta
con spontanea semplicità.

* di Alda Merini

Sorridi donna

sorridi sempre alla vita

anche se lei non ti sorride.

Sorridi agli amori finiti

sorridi ai tuoi dolori

sorridi comunque.

Il tuo sorriso sarà

luce per il tuo cammino

faro per naviganti sperduti.

Il tuo sorriso sarà

un bacio di mamma,

un battito d’ali,

un raggio di sole per tutti.

* Di Giuseppe Ungaretti

Qui

vivono per sempre

gli occhi che furono chiusi alla luce

perché tutti

li avessero aperti

per sempre

alla luce.

* Di Gianni Rodari

Chiedo scusa alla favola antica,
se non mi piace l’avara formica.

Io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende, regala.

Il gruppo di vicinato “I Balconari” di via Domenico Veneziano, a Firenze, ci consegna dunque il ricordo di un’esperienza preziosa nel campo della poesia. L’impressione è quella di persone che si sono alzate in volo dai loro balconi, in alto, nei giorni difficili della pandemia: ha “imparato a volare”, richiamando l’incipit del romanzo “Esercizi di volo” (R. Mosi, Europa Edizioni 2016): “Un giorno, ne sono certo, riuscirò a volare” (Video YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=BSyTBlbCP2U ).

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