Il saluto all’amico Fabio Faggella

L’amico archeologo Fabio, il ricordo degli scavi di Populonia e il Navicello Etrusco

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E’ stato presentato il 16 aprile la raccolta di Roberto Mosi “Navicello Etrusco” – sottotitolo “Per il mare di Piombino” – nello spazio centrale della Biblioteca comunale Mario Luzi, l’istituzione dedicata alla poesia e al grande poeta fiorentino. Vari passaggi hanno reso particolare l’incontro, seguito con partecipazione da un numeroso pubblico, dal ricordo dell’amico Fabio Faggella, archeologo recentemente scomparso, alla notizia che la raccolta era stata premiata al concorso internazionale 2019 Alda Merini, agli affascinanti interventi delle due relatrici, Simonetta Lazzerini di Florio e Arrighetta Casini, alla lettura e commento di Renato Simoni, ai disegni all’impronta del pittore Enrico Guerrini. Quest’ultimo momento è stata l’occasione per annunciare che è stato ultimato il libro illustrato “Il viaggio del Navicello Etrusco” – proposta al momento ad un editore - che nasce dalle poesie del libro di Mosi e dai disegni di Guerrini, raccolti nel corso delle performance dell’ultimo anno.

L’autore ha ricordato che Fabio Faggella, impegnato da giovane, come archeologo, nelle ricerche a Populonia, aveva accolto con interesse la pubblicazione della raccolta “Navicello Etrusco” dedicata al “viaggio poetico” del Navicello che parte dalla terra di Populonia, abitata dai miti del popolo etrusco, per risalire lungo la costa, nello spazio e nel tempo, fino ai nostri giorni.

L’anno passato – 4 aprile 2018 – scrisse una lettera di commento sul libro – pubblicata su “Literary” - che abbiamo letto, con commozione, nell’incontro alla Biblioteca Mario Luzi:

“Caro Roberto, grazie, la lettura del Navicello Etrusco mi ha trasportato a molti anni fa. All’inizio della mia vita adulta quando, carico di propositi, mi affacciavo alla professione dell’archeologia, armato di ideali e passioni (ancora studente i primi passi con la cooperativa, l’avventura politica di Obiettivo Cultura che abbiamo condiviso) che hanno improntato, per fortuna, la mia vita.

Ebbene, le tue immagini poetiche hanno suscitato in me il ricordo parallelo delle tante giornate passate a Populonia, a Baratti, a Piombino, in compagnia di amici e colleghi con i quali condividevo una passione, un lavoro e la stessa infatuazione per quella terra, colma di passato e di presente, divisa tra tradizione industriale (per noi prima di tutto operaia) e una vocazione culturale che pesca nelle tante radici, nelle vicissitudini trascorse che ho ritrovato tra le tue rime.

Erano gli anni degli scavi all’acropoli, uno dei primi lavori “veri” della cooperativa. Andavamo scoprendo una delle più importanti aree sacre delle città d’Etruria. Giugno, ospitati nella foresteria presso la necropoli di San Cerbone, al pomeriggio, terminati gli scavi, scendevamo direttamente alla spiaggia di Baratti ad attendere la sera distesi tra la sabbia e l’acqua …

Leggendo “Febo” mi sono ritrovato lì, sulla spiaggia, in uno dei pochi momenti di solitudine che mi furono concessi, non meno graditi della bella compagnia. …”

Fra le prime poesie riprese dal testo della raccolta “Febo”, appunto, la poesia legata alla visione splendente del tramonto sul golfo:

La spiaggia è un anfiteatro, gli spettori/ in attesa dello spettacolo di ogni sera,/ l’acqua pulsa di luci multicolori, scomposte/ dagli ultimi raggi del sole al tramonto/ …”.

Simonetta Lazzerini di Florio ha iniziato il suo intervento, dalla poesia che pone al centro l’immagine del libro come simbolo della città di Piombino:

La città libro


La nave lascia il porto

sfiora il promontorio,

ecco Piombino dal mare

l’immagine di un libro

aperto, dai contrafforti

della Fortezza all’altura

dove si distende la Cittadella

e la casa di Elisa Baciocchi.

La piazza, al centro

oggi è in festa vestita

delle tende bianche

arruffate dal maestrale,

sui banchi uno stormo

di libri con le ali

di ogni colore.

Si levano in volo

leggeri come pensieri

la musica delle storie

il suono della poesia

il fragore delle utopie.

Tracciano nel cielo

le speranze della città libro.


Arrighetta Casini si è soffermata, in particolare, sull’incanto del “notturno”, colto dalla casa del poeta:

Dalla loggia


Vola via la favola

domande condite

di perché, poi silenzio,

il respiro leggero.

Si raccoglie sul fianco,

un gomitolo piccolo.

Le labbra assaporano

il sapore dei sogni.

Ricordi. Una piuma

vola leggera, leggera,

tra le braccia sento

il battito del cuore.

Le braccia annaspano

giocano con le emozioni,

siamo vicini, da lontane

stagioni della vita.

Un punto di tenerezza

una sarabanda di luci

un gioco di geometrie

un gattino vorace

la sezione aurea

dello sguardo dei nonni.

Anna si è intrufolata

nella nostra vita.

Dalla loggia sul giardino

assaporo lo stupore

del cielo stellato

nella notte che avvolge

la casa. La campagna

sonora di grilli

è appesa lontano

all’eterna fiamma, alta

sui fumi dell’acciaieria.

La linea delle colline

disegna i confini

dell’Acropoli, si avvolge

nella Rocca di Populonia

solenne sul mare,

si immerge nella Necropoli

tra le tombe abitate

dalle ombre degli Etruschi.


Renato Simoni, amante della letteratura, con una lunga esperienza lavorativa di ingegnere meccanico in diversi paesi, si è soffermato sul tema del lavoro nelle acciaierie e negli altoforni di Piombino e sulla figura del “diavolo” che, nella poesia “Il temporale”, fugge dalle tremende condizioni di lavoro della fabbrica:

Il temporale

La mantella rossa

attraversa Piombino

nel diluvio di pioggia

seguita dall’ululato

degli allarmi colpiti

dalle saette.

Le ruote sollevano

profonde scie d’acqua.

Il diavolo fugge

dall’inferno?

Un applauso finale il pubblico ha dedicato alle interpretazioni pittoriche che Enrico Guerrini ha dedicato alle poesie della raccolta e al libro “unico” – in attesa di un editore - de “Il viaggio del Navicello Etrusco”, formato dai mille colori del viaggio nel mare di Populonia.

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