Il 7 maggio “Gigli di mare” al Circolo “Casa di Dante” - Il commento di Annamaria

Le poesie di Annamaria Volpini sull’Antologia

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ANTOLOGIA “GIGLI DI MARE

Quando Roberto Mosi ci ha informato del progetto di pubblicare un’antologia per festeggiare Aldo Zelli, maestro, scrittore e uomo di grande cultura che ha trascorso l’ultima parte della sua vita a Piombino, un gruppo di poeti fiorentini di cui anche io faccio parte, ha deciso di immediatamente di aderire.

Quale può essere un modo più esaltante per commemorare la memoria e per rendere omaggio a un grande personaggio come lui se non quello di pubblicare i suoi scritti?

Allora ci siamo dati da fare con telefonate e incontri perché volevamo scegliere i testi più adatti per essere all’altezza della situazione.

Infatti ciascuno di noi conserva tanti suoi scritti nel cassetto, anche se oggi non è più il caso di dire così perché essendo diventati tecnologici teniamo i nostri lavori nei file dentro il computer! Ma sempre nascosti sono!

Non appena le poesie scelte sono state approvate, le amiche e gli amici me le hanno inviate.

Io mi sono data da fare per riunirle in un file tutto corretto, ben disposto a regola d’arte, per non fare brutta figura e poterlo inviare all’editore.

Adesso siamo qui per presentare questa splendida antologia che ha un titolo affascinante ”Gigli di mare”, cui possiamo dare due connotazioni: gigli” perché le poesie sono i fiori della letteratura di mare” per accentuare il fatto che nascono in un territorio spesso selvaggio che è nascosto dentro di noi e che è misterioso e profondo come il mare.

Ora siamo pronti per questa presentazione e per questa lettura: la poesia non ha bisogno di troppi commenti dal momento che arriva da sé direttamente alle nostre anime e ai nostri cuori .

Buon ascolto a tutti.

ANNA MARIA VOLPINI

******

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Le poesie di Anna Maria Volpini

.

Luoghi comuni con meditazioni

.

In bianco

.

Dicevi viene. Frulla con rapido fiocco

ovattata, intatta, lanugine di uccelli.

Scende in totale biancore, passa

e fissa un tuo, un mio stupito colore

di occhi, i tuoi nei miei.

Sentila appassire, farsi piovosità.

Sentila, esausta resiste

poi langue grigia scalpicciata.

Finisce accantonata

fangoso intreccio di orme.

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In rosa

.

Nella luce dell’alba

seguiamo onde di vento

perfette nel sole nascente.

A tratti pensiamo qualcosa che fugge,

a tratti battiamo le mani.

Rotoliamo nastri di brina

evocando la giostra dei meli

e l’olocausto della rosa spina.

Nella luce dell’alba

una fame novella:

portiamo calici e pane raffermo.

A tratti riapriamo ferite

a tratti ripariamo fragili amori.

Cerchiamo il silenzio,

nascondiamo occhi di pece

ripetiamo la scena.

.

Viviamo un passaggio obbligato.

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In viola

.

Lungo un binario morto della ferrovia

dai buchi di un vagone

corroso dalla ruggine e dal tempo

di giorno si affacciano curiosi

topi e lucertole in cerca di cibo.

Spesso c’è un cane che corre

e un uomo, tra siringhe e sassi,

setaccia la terra col bastone.

Di notte sostano in cerca

di un rifugio drogati e clandestini

sommersi da stracci.

In quel posto dimenticato

alla fine di marzo

accanto a un mucchio di rifiuti

cinque minuscole corolle si accesero

viola.

.

In azzurro

.

Sarà l’odore amaro delle vecchie cose

quando l’inverno ci ferma nel suo gelo,

sarà la polvere stagnante di una stanza

chiusa al tepore della primavera,

sarà l’azzurro fragrante dell’estate

che esulta nei cieli senza nubi

sarà tutto un luogo comune?

Anche la nebbia opaca dell’autunno,

una foglia che cade sopra il prato,

una buona occasione che si perde,

tutto è luogo comune.

.

Ma un grappolo succoso

appeso al pergolato

è cibo buono del merlo.

Assaggia la sua polpa e si compiace,

lancia un richiamo d’amore,

attende poi la sua stagione

per cambiare il luogo comune

nella vita che rinasce.

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In verde smeraldo

.

Abbiamo sognato alberi

nei boschi di robinie appena nate,

i loro tappeti di foglie

i loro segreti profumi

il loro umore che si rinnova

sopra la gemma che ride

di gocce sull’erbe piegate.

Abbiamo sognato di diventare alberi

e mettere radici

per sostare tra i rami come uccelli

o sotto terra come teneri lombrichi.

Senza avere paura

abbiamo sognato.

.

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Un Commento

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