“Sopra il cielo di Firenze”

Commento per “Il profumo”

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Roberto Mosi, “Il profumo dell’iris”, Gazebo Libri, 2018, pp. 88

Nota di lettura di Nicoletta Pini

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“Dove nascono le storie dei nonni? E’ciò che ti chiedi nella poesia “Sopra il cielo di Firenze”; Roberto, tu lo sai bene dove andare a cogliere l’essenza intima della realtà e come indagare la bellezza di ciò che ti circonda.

Tu sai. Sai rilevarne tutte le atmosfere fascinose in modo semplice e schietto: perfetto. Il sapore metafisico, una profonda poetica di incanti e di spaesamenti.

Tu vai nel giardino delle bellezze. Quanto è bella la bellezza che descrivi: poesia!

E’ fantastico! Insomma non ci resto altro da fare che essere felici. Ma dimmi: Firenze è la tua sorella maggiore? Vero? E’la tua sorellona, la cognata di Giovanna, la zia di Costanza, la madrina delle nipotine?

Ci avrei scommesso!”

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Da “Il profumo dell’iris”, pag. 72

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Sopra il cielo di Firenze

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Dove nascono le parole dei bambini?

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Bum ba, bi bi, co co, grash, grush

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C’è un castello incantato sulle nubi,

tre vecchiette e un salotto in stile,

si beve Martini con le tartine.

Dalla torre scrutano i bambini

mentre cuociono le parole sul fuoco:

nella pentola grande bolle ma-mma,

nelle altre nubi di sillabe colorate.

Un passero prende i suoni col becco,

li fa cadere nella bocca dei bambini.

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ma-mma, cin cin, ba ba, bumba.

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Dove nascono le storie dei nonni?

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