Auguri per un felice 2019

Vivere Firenze nel segno della comunità e della solidarietà

210-firenze-foto-grafie-0011Nella accogliente casa di Angela e Sandro, a San Giovenale, un favoloso inizio dell’anno di canzoni e poesia, dedicato a pensieri di amicizia, di amore per Firenze. Fra queste, alcune riportate di seguito.

.3-santo-spirito-poesia

Inno a Firenze

.

E singhiozzando

gli dissi al medico son triste e son scontento
mi rispose “Lei Benigni ha proprio un bell’esaurimento”
”Medicine non ne prendo, né antibiotici o ignezioni.
Soprattutto  c’ho paura delle controindicazioni”
”Se un si stanca giri il mondo guardi i fiori e le fanciulle…a Casablanca”
”Ci son stato e torno ora da Istanbulle.

Son tornato e son tanto triste e pien di sofferenze”
”Eh ma ha sbagliato” disse lui “per godere vada a vivere

A FIRENZEEE!!!

.
Firenze è una pacchia non segue le mode

lo voglio urlar forte che a Firenze si gode
si campa cent’anni nessuno s’abbacchia

lo voglio urlar forte che a Firenze è una pacchia.
Le donne a Firenze non hanno la “porsce”

ma vedessi che gambe vedessi che cosce.
Si vestano bene chissà chi è i su’ sarto

e a vedelle gnude ti viene un infarto.
Capaci di bere anche cinque o sei grappe,

e se po’ s’ignudano madonna che chiappe.
Lo voglio urlar forte fino a piazza di’ Dòmo,

la donna a Firenze l’è meglio dell’omo,
perché si sta bene, davvero è un mistero

chi dice un ci credo chi dice unn’è vero.

A me un m’interessa un vo’ fa prepotenze

continuo a urlar forte

si gode a FIRENZEE!!!

E poi cosa dire della popolazione

che pensa in continuo alla rivoluzione.
Lavorano tutti qui la gente sgobba,
se passa Andreotti gl’addrizzan la gobba.

Se vien De Michelis per lui non c’è scampo

lo spogliano gnudo gni fanno uno shampoo.
Si ferma Martelli con la macchina ‘n panne

gni mettano n’ bocca 7 - 8 canne.
Se viene Fanfani, un c’è Cristo o San Pietro,

gni tirano i collo, l’allungan d’un metro.
E se ne potrebbe salvar solo uno,

Forlani perché un se n’accorge nessuno.
Se poi passa Craxi, i grullo più grosso,

di certo a Firenze gni pisciano addosso.
Insomma ministri le vostre scemenze

voi ditele a Roma,

ma un venite. A FIRENZEEE!!!


Lo dico stasera ventuno d’agosto

da qui non mi mòvo non cambio più posto.
Ho trovato du’ stanze me l’hanno affittate

Cinquecentomila  pero ‘mobiliate.
Gni piaccio a una donna, tutta la mattina

s’è fatto all’amore alla fiorentina.
Ci s’è chiusi in casa giù sotto a’ lenzoli

ci voglio fa ‘nsieme 18 figlioli;
che tanto a Firenze, un so chi l’ha scritto,

si more a 100 anni co’ i’ pisello ritto.
Ma i’ mio pe’ Firenze è un amore modello

come si vo’ bene a una mamma o un fratello,
e di stare qui e’ l’è i mio destino
se va via Craxi e’ va bene anche Bogiankino
insomma finisco e dico Firenze
do un bacio d’amore

a tutta FIRENZEEE!!!

Roberto Benigni

——

10-concertoVieni a Firenze

.
Oggi giorno di canzoni se ne scrivono a milioni

tutti vantano e questo si sa, le bellezze della propria città

Non si parla che di popolane che si gettan nel Tevere in piena

poi ti vengon le napoletane “Marechiaro”, “Sorrento” “Ohi Mari’”

Se di Firenze nessuno parlò, io sol così canterò.

.

Ma vieni un po’ a Firenze, vieni a veder che bambine,

quelle che vedi passare son tutte fiorentine.

Nelle notti divine e stellate passan gaie le mandolinate,

ogni bimba ha un sussulto nel cuore

e ascolta fremente quel canto d’amore.

Chi viene qui a Firenze non sa spiegar cosa sia,

quando ritorna lontano ha in cuor la nostalgia.

.

Van le belle fiorentine ogni sera alle Cascine

co’ ‘i su’ damo per fare all’amor e la luna sorride a ogni cuor

Ogni bimba, sia bruna, sia rossa, se vuol farti provare la scossa

sorridendo si mette a cantar lo stornello che il cuor fa tremar.

Ogni balcone è di glicini in fior, ovunque regna l’amor.

.

Ma vieni un po’ a Firenze, vieni a veder che bambine,

quelle che vedi passare son tutte fiorentine.

La sartina con l’innamorato, la servetta abbracciata al soldato,

il viveur con la bionda nel cuore

si scambiano entrambi promessa d’amore.

Se vieni qui a Firenze, sopra i lungarni ogni sera

udrai una voce che canta “Io son la primavera”

.

Se vieni qui a Firenze, sopra i lungarni ogni sera

udrai una voce che canta “Io son la primavera”

.

di Adriano Cecconi

————

221-savonarolaDa “Il profumo dell’iris”, Gazebo, 2018

.

Palazzo Vecchio

.

Oggi

ho salito le scale del Palazzo,

Costanza al mio braccio,

con noi la poesia

di Pablo Neruda, il poeta

giunto dalle Ande cilene:

E quando in Palazzo Vecchio,

bello come un‘agave di pietra,

salii i gradini consunti …

uscì a ricevermi un operaio

capo della città”, *

Il sindaco sessanta anni fa,

Fabiani, la semplicità

in persona, in armonia

con lo splendore di Firenze:

con l’arte “che da queste

strade contorte venne a mostrare

il cuore della bellezza

a tutte le strade del mondo”.

Oggi

l’incontro si rinnova:

la bellezza dell’amore,

la semplicità degli sposi,

gioielli splendenti fra noi,

nella nostra “vecchia città

di pietra e d’argento”.

* Pablo Neruda “La città”, 1951

.

copertina-copia

L’erta dei Catinai

“L’odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime,

a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto,

portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare,

l’immenso edificio del ricordo.” Marcel Proust, Dalla parte di Swann.

Un mazzo di fiori

sulla mensola del tabernacolo

della Madonna dei Ricci

ai piedi dell’erta dei Catinai.

Un mondo di sensi ritorna.

La folla sale e scende,

carri, barrocci carichi

di terrecotte, catini, orci.

Cavalli, coppie di muli,

asini incespicano per la salita.

Tra la folla, le lavandaie

portano cesti di biancheria

lavata nelle acque dell’Ema,

profumata dai fiori dell’iris.

Iride, una madonna fiorentina,

promise amore al giovane

che dipinse un fiore così perfetto

da ingannare una farfalla.

Da lei ebbe nome iris,

il simbolo di Firenze.

Dopo l’erta dei Catinai

si apre la vista su Firenze,

città di bellezza elegante

preziosa come il profumo

dell’iris, dal tono austero,

riservato. Si concede solo

a chi la ama, la sa apprezzare.

.

245-danteSulla via Francigena

.

La mattina frizzante si scioglie

nel tepore terso del sole,

mi segue il gruppo d’amici

disteso in un’allegra rete

di lievi parole, per la via

antica dei pellegrini che sale

su leggere colline ondulate

a San Miniato, serpeggiante

di case e torri sul crinale

di fronte. La strada bianca

è un balcone sospeso

sul cuore antico della Toscana

nel paesaggio circondato

dall’azzurro lontano dei monti.

.

È un ponte sospeso

tra passato e presente.

La pieve appartata di Coiano,

corolla di rossi mattoni,

la Torre imperiale di Federico,

la finestra della “Notte di San Lorenzo” illuminata da stelle cadenti

dove si rinnova il racconto

di genti in cerca della libertà.

.

fontesanta-via-delle-marremme-1Il rifugio di Fonte Santa

.

Una bandiera rossa

nascose nonno David

fra i muri del rifugio

nel bosco a Fonte Santa.

.

Una bandiera rossa

sventola dalla finestra

fra i canti e l’euforia

della libertà ritrovata.

.

Una bandiera rossa

sulle spalle di Costanza

nel corteo di compagni

per le strade di Milano.

.

Una bandiera rossa

sullo scaffale più alto

avvolta dal silenzio

del triste tramonto.

.


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