La morte di Giovanni Stefano Savino

“Persone e spazi della propria vita diventano presenza nel sangue di Savino: continuano a circolare, a vivificare interiormente attimo dopo attimo.”

Si apprende, con profondo dolore, che questa mattina - giovedì 15 novembre 2018 - è deceduto il poeta Giovanni Stefano Savino.

Giovanni Stefano Savino era nato a Firenze il 15 ottobre 1920, impiegato, soldato, insegnante elementare per la scuola media, per la scuola media superiore, saggista in letteratura e musica. Viveva a Firenze.

“Merita attenzione, secondo me, perché inscrive nella carta, non tanto sulla carta ma nella carta, nel corso degli anni, una quotidiana cronaca lirica autobiografica, dentro cui il lettore incontra la sacralità e la rarità preziosa della parola, degli oggetti, delle stanze, dei paesaggi, di ricordi creaturali. Persone e spazi della propria vita diventano presenza nel sangue di Savino: continuano a circolare, a vivificare interiormente attimo dopo attimo. Santa Croce, l’Arno, Via del Verrazzano sono le amate pietre miliari, il paesaggio dell’anima di Savino, la sua appartenenza e la sua identità.
Secondo la poetica di Savino, allora, la città non è solo un agglomerato di edifici, di convivenze forzate, ma una complessità organica che ci attraversa per tutta la nostra vita, come un viaggio presente e permanente.” Anna Maria Farabbi

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