Giullari a Firenze

Di Roberto Mosi. Interventi grafici di Enrico Guerrini. Al Circolo degli Artisti “Casa di Dante”, 2 marzo 2016

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Firenze, foto grafie (www.larecherche.it)

Giullari

Giocano con grafie di luce

i Giullari apparsi dal nulla

la testa coronata di fiori.

Girano per la città

la camera Lumix a tracolla

sonagli sulla giubba

catturano fotografie

in successione ripartite

per le ore del giorno.

L’obiettivo si posa

su frammenti viscidi

dell’improvviso apparire

spruzzati di storia

richiamo della folla incantata

di ogni parte del mondo.

Giullari sfogliano

i volti di Firenze, tintinnio

di pianto e di riso.

Nonluoghi

La poesia dei nonluoghi

percorsi dalla folla, invasi

da voci metalliche,

altoparlanti: aeroporti,

stazioni ferroviarie, mercati,

sottopassi dipinti di graffiti.

Percorsi nelle Mappe

da vivere, per scoprire la pelle

il corpo delle città.

Periferia

Il cortile è un pozzo profondo

cinquanta finestre assiepate

vicine gomito a gomito,

in basso il nero del fondo,

in alto uno spicchio di luna.

Sferraglia la lavatrice.

Il cortile ha il respiro

della gente che dorme.

Evaporano sogni dalle finestre,

affanni di corse angosciose

voci, gemiti d’amore

s’incontrano sul fondo.

Il cortile centrifuga stagioni:

all’alba un vortice si alza dal fondo,

disperde sogni e ricordi.

I gatti salutano divertiti,

si stirano languidi.

Cantieri

Cavaliere errante nella città

in sella al ronzino, sopra

i gas di scarico la testa eretta,

si scontra con le greggi

dei penduli cellulari,

con le mandrie dei turisti,

Corre sul cavallo lungo

mostruosi cantieri,

ruotano mulini a vento

svettano aeree trivelle

occhieggiano cavità

di polveri fumanti.

Cantieri officine

della città, dei futuri

nonluoghi, crogiolo

di solitudini urbane.

Il paesaggio che avvolge

il cavaliere solitario.

Myth in Florence

In ginocchio sul selciato

il Giullare fotografa le statue

a corona del ponte

sullo sfondo del cielo

per sonoro contrappunto

la cupola del Cestello.

Si è mosso nell’ora

del tramonto quando il sole

accende in alto falò.

La Lumix cattura fantasmi

regala istantanee di sogno

tracce del mito.

Moda e oltre

Innamorato dei personaggi

delle vetrine, sceglie la notte

per incontrarli.

Il Giullare li fotografa

da lontano cercando

di sorprenderli al naturale.

Tra vetrine desolate

al cambio di stagione

il suono dei suoi passi.

Firenze riflessa

Prepara percorsi

fra le vetrine, nella irrealtà

riflessa in frammenti.

Strani incontri

manichini abbracciano

solenni monumenti

le gambe affusolate

di una modella entrano dentro

Palazzo Vecchio

fra gli smoking pronti

per una serata elegante

l’ombra del Battistero.

Paesaggio meraviglioso

per le riprese del Giullare

in cerca di magie.a

Firenze calpestata

Dalla lapide emerge i

il Frate pantaloni neri a pois,

incontra personaggi felici

la ragazza muove

un passo, scarpe rosa incrociate

un piccione la raggiunge

la coppia di vigili

urbani allegra trascende

in un giro di valzer

il capitano del popolo

gioisce per il ritorno

di una gloriosa stagione.

Il corteo corre a San Marco

risuona il passo dei fanti,

via Vacchereccia, via Larga.

Si scatena la corsa

del popolo per ascoltare

la parola del Frate.

All’arrivo il Giullare fotografa

una distesa di scarpe rosse

segni ancora della violenza.

Dietro la facciata

Dietro le vetrine

del Centro, labirinti, cortili

stretti in continui abbracci.

In basso pietre gocciolanti

strisce di muschio, porte misteriose

odori di muffa e orina.

In alto la vertiginosa ascesa

docce, canne fumarie aggrovigliate

in spazi di rapina.

Disteso sulle pietre

il Giullare fotografa impronte

del Medio Evo.

Via Toscanella

Rosai dipinge la strada

dalla bottega di falegname

finestre strette, feritoie

aperte sullo squallore

delle case, sui muri di rosa e di giallo

sul mistero oltre la svolta.

Una zingara raggiunge

il Giullare, racconta dei misteri

scoperti prima della svolta

di via Toscanella, i morsi

della miseria, le ore nere del fascismo

il corpo del padre suicida.

Un’altra Florentia

Geometria di Florentia

fonte di bellezza,

nel respiro del flauto.

Incanto del Minuetto

di Joan Sebastian Bach.

Il flauto canta Bolling,

Sentimentale. Giovani

in cerchio nelle piazze,

giunti da lontani paesi.

Immagini della Speranza.

Immagini della Memoria:

la facciata di Santo Spirito

lo snodarsi delle mura per le colline.

Il flauto canta malinconico

Bolling, Veloce.

I muri scortecciati

delle case, l’incrociarsi

della folla nella Periferia.

Si alza la musica

di Berio, Sequenza.

I versi de L’oro del fiume,

i colori della Primavera

sul Ponte di S.Trinita.

Firenze Sogna, la musica

di Debussy, Sirinx.

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