“La poesia del viaggio”

Recital di Roberto Mosi incontro a Firenze per EXPO 2015 - 16 settembre 2015

“La poesia del viaggio”

Manifestazione Firenze “Artisti nel mondo” EXPO 2015

Recital di Roberto Mosi 16 settembre

Dal libro Itinera, Masso delle Fate e

“Nonluoghi”, “L’invasione degli storni”, “La vita fa rumore”

—  p1040936

- La partenza, Viaggi di ieri e di oggi, Metafore,

La voce del Mediterraneo e le tragedie di oggi, Mete del viaggio,

L’angoscia di Capo Nord, Il tempo del viaggio e il ritorno – p1040960

.

. La partenza

.

La corte

I viaggi di ogni tempo iniziano

dalla corte della mia infanzia

magico quadrato di terra tra case

cadenti, chiuso da un cancello

di ferro aperto sul mondo.

.

Nel magico quadrato si scioglie

il racconto dei viaggi: affiorano

per primi i ricordi dei padri

di ritorno dalle guerre sofferte

in ogni parte del mondo.

.

Il racconto infinito si confonde

con i miti, le scoperte di Ulisse,

le spedizioni nel Bengala, all’isola

di Mompracem. Nella scatola

da scarpe, cartoline e foto sgualcite.

Con la scatola dei sogni in mano

ho superato il cancello di ferro.

.p1040937

Novoli, periferia di Firenze

Striscio lungo i muri

lontano dalla folla dei motori

per il quartiere di Novoli,

stanza di sbratto della città.

.

Scopro ombre di storia,

il convento raggiunto

dall’imperatore Barbarossa,

il parco dei principi giunti dall’Est.

.

Al crocevia di San Donato

s’innalza la mole della ciminiera,

vicino il palazzo dell’Università:

sono belli i ragazzi, le ragazze,

li vedo dalle pareti di vetrocemento.

Dove scambieranno le tenerezze?

Conoscono le ombre dei gasometri

sul vetro appannato delle auto?

.

Intorno alla rotonda

Novoli, intorno alla rotonda

Intorno alla rotonda

fiumi d’auto

tagliano la strada

facce di pietra, clacson,

al centro macchie d’erba,

d’olio, vernice spray

sulle zampe dei viadotti.

.

Intorno alla rotonda

fantasmi di cemento,

case d’altri tempi,

il rombo d’aerei

in fase di decollo.

Lontane le vie d’uscita,

la casa di una volta

la pace del cimitero

il chiostro della chiesa

l’argine del fiume culla

d’erba d’antichi amori.

Pensieri in fase di decollo.

.

Viaggi di ieri e di oggi

.

Viaggi d’altri tempi

Ho fatto parte di un popolo

migrante sui treni.

Tra i primi ricordi il viaggio

a Rimini sul carro bestiame

nel primo dopoguerra.

Dalle assi sconnesse i sassi

della massicciata, il verde

dei fiumi sotto i binari

sospesi nel vuoto.

.

Ho fatto parte di un popolo

migrante sui treni.

Il legno della terza classe

le soste nella campagna

grappoli d’uva tra le mani

il profumo delle mense

dei ferrovieri nelle città.

.

Ho fatto parte di un popolo

migrante sui treni.

Sopravvissuto alla guerra

alla scoperta di città rinate

viste dai finestrini del tram.

L’abbraccio di un sonno

di piombo al ritorno, cullato

dallo sferraglìo del treno.

.p1040978

Ulisse torna ad Itaca

Ogni sera Ulisse

torna ad Itaca.

.

L’alba sorprende

il volo dell’eroe

le armi impugnate

il computer per scudo

il telefono in mano

altri cento achei

infossati nelle poltrone.

.

Sulla terra le ombre

cedono il passo alla luce,

evaporano dal mare

i brividi della notte,

le strade vomitano

macchine nervose.

.

Alla sera voci allarmate

parlano di dei adirati.

Sulle piste la flotta

achea attende il decollo.

Infine il balzo

nella notte di pece.

Il porto d’Itaca è chiuso

per la furia dei venti.

Infinito il ritorno.

.

L’eroe raggiunge

la reggia nel sonno.

Penelope dorme stizzita,

Arturo saluta, la coda ritta.

L’eroe guarda la posta,

dispone in ordine le armi

si distende sul letto,

il risveglio è vicino.

.

Ogni sera Ulisse

torna ad Itaca.

.

Mete del viaggio

.

La via Francigena, verso San Miniato

La strada bianca

è un balcone sospeso

sul cuore antico

della Toscana

nel paesaggio circondato

dall’azzurro dei monti.

.

E’ un ponte sospeso

fra passato e presente,

a lato la Pieve appartata,

delicata corolla

di rossi mattoni.

.

Di fronte la Torre

di Federico

e la finestra aperta

della “Notte di San Lorenzo”

illuminata da stelle cadenti

dove si rinnova

il racconto di genti

in lotta per la libertà.

.

Il viaggio come metafora

.

Il ragno.

Il ragno si affaccia dal soffitto,

di notte tesse la tela.

Scende veloce per il filo,

osserva i pazienti distesi,

gli aghi infilati nelle vene.

Mi guarda con simpatia.

Risale svelto, scompare

oltre il tubo del riscaldamento.

L’aspetto, l’Attesa è lunga.

Penso ai tesori del ripostiglio

resti di mosche, di moscerini.

“Cosa si ricorderà di me,

del mio passaggio nella stanza?”

.

La città luna

La luna mostra il suo volto

a Matmata, la città nel deserto

del sud, le case scavate

intorno a profondi crateri.

.

La luna mostra il suo volto

nelle dune di sabbia rossastra

nelle colline bruciate dal sole.

.

Seguendo fresche gallerie

scavate dalle origini del tempo

sono sceso al riparo per la sera.

.

Nella notte di stelle disteso

sulla stuoia, mi sento felice

vicino al cuore della terra.

.

La voce del Mediterraneo e le tragedie di oggi

.

La voce del Mediterraneo

Dove incontri la voce

del Mediterraneo?

Un viaggio ti aspetta,

lascia a casa l’Odissea

l’Eneide, i libri di Braudel

sul respiro della storia.

.

Da Ancona parte la nave

Igoumenitza Pireo Salonicco

dormi sul ponte sotto le stelle.

Raggiungi a piedi Ouranopolis

sali sulla barca dei pellegrini,

a  Kiriès il Diamonitìron per il Monte Athos.

.

Prendi il sentiero sul crinale

dei monti della Calcidica.

La sera appare Vatopedi

monastero fortezza

le rosse mura sommerse

da celle terrazze loggiati.

Varca il portone di bronzo

assisti nella chiesa d’oro

ai canti scintillanti di voci

siediti in silenzio alla mensa

con i fratelli giunti dal mondo.

.

Raggiungi la solitudine della cella

apri la finestra sull’oscurità

biancheggiante di onde

rispondi alla voce del mare.

Sei tu il Mediterraneo.

.

Lampedusa. 35.5 Latitudine Nord -12.6 Longitudine Est

Parte a mezzanotte il traghetto

da Trapani a Lampedusa

il mare dei 305 figli annegati

.

Stabat Mater dolorósa

iuxta crucem lacrimósa,

dum pendébat Fílius.

.

Cerco dalla nave 305 stelle

sul cielo dell’Africa

le parole della preghiera

.

Vidit suum dulcem natum

moriéntem desolátum,

dum emísit spíritum.

.

Sono sul camion, quindici giorni

da Tamara a Misurata

deserto, sabbia, violenze

.

Eia, mater, fons amóris,

me sentíre vim dolóris

fac, ut tecum lúgeam.

.

Sono fra le dune del mare

in attesa del barcone

bagliori  di speranza

.

Sancta Mater, istud agas,

crucifíxi fige plagas

cordi meo válide.

.

Sono sul barcone

da Misurata a  Lampedusa

odore di nafta, paura,  fame

.

Fac me vere tecum flere,

Crucifíxo condolére

donec ego víxero.

.

Sono nell’urlo dei disperati

le onde mi sbattono contro il relitto

sprofondo nell’acqua, conquisto il silenzio

la pace.

.

Canto del nord

Compongo suoni

immagini e parole

sul grande tamburo

figure vibrano leggere

lo sciamano sami

canta folle lo joik

chiama i frammenti

dispersi delle anime

nel vento della tundra

allontana la furia

dell’orso, invoca

lo spirito della natura.

.

Nel viaggio raccolgo

i dolori del mondo

“terra bruciata”:

l’ordine di Hitler.

.

Nel viaggio raccolgo

le speranze del mondo

sorridono le giovani

di splendente felicità.

.

Capo Nord

Ogni viaggio finisce

a Capo Nord

ai confini del mondo.

La tundra deserta termina

sulla vertiginosa scogliera.

.

Il gelido vento dell’est

spinge banchi di nubi

su Capo Nord

il sole tramonta a mezzanotte

nel mistero di una rosea nebbia.

.

Una magia solleva le nubi

per un momento

sul mare vasto di onde

senza alcun riparo di terre

a Capo Nord.

.

La paura m’invade

a Capo Nord

davanti al mare sconosciuto.

Un nuovo viaggio comincia

nel mondo dell’angoscia.

.p1040934

Il ritorno

.

Venti giorni

Marta è nel tempo

venti secondi per respirare

venti minuti per urlare

venti ore per guardare

venti giorni per sognare

venti settimane per sorridere

venti mesi per giocare

venti anni per amare

Marta è il nostro tempo.

.

Il viaggio

Dieci le tappe

del viaggio nella casa,

dieci i mesi

di Marta,

.

il braccio è la sella,

sprona il vecchio cavallo.

Tintinnìo

di campanelli appesi

stridio

di specchi velati d’antico

scroscio

d’acqua nella doccia

vento

del ventilatore al soffitto

acciottolìo

di collane nel vassoio

crollo

della pila di libri

ticchettìo

del metronomo pazzo

sobbalzo

del gatto addormentato

battito

sul tamburello a sonagli

oscurità

della bocca del forno.

.

Dieci le tappe

del viaggio nella casa,

dieci i mesi

di Marta. p1040940-1

Tags: , , , ,

Lascia il tuo commento

Il tuo indirizzo Email non sarà pubblicato. * Campi richiesti.

*
*

Le parole della poesia

Feed RSS

Iscriviti ai FEED RSS, sarai sempre aggiornato ...

Contatti

Scrivimi
Puoi scrivermi attraverso la pagina dei contatti oppure invia un E-mail a r.mosi@tin.it