M. P. Moschini parla del nuovo romanzo di Mosi “Non oltrepassare la linea gialla”

“Un piccolo grande libro, denso, complesso, riferibile a quel realismo magico che contraddistingue scrittori come Buzzati e Calvino”

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Roberto Mosi, Non oltrepassare la linea giallaEuropa Edizioni, Roma 2014 - Recensione di Maria Pia Moschini

“Un piccolo grande libro, denso, complesso, riferibile a quel realismo magico che contraddistingue scrittori come Buzzati e Calvino.

Un sopramondo lo pervade, un universo ricco di campi magnetici, di situazioni aggreganti in cui la trasformazione energetica crea scenari fantastici spesso riferiti a una realtà mitico/ancestrale.

La linea gialla è il limite-confine fra il detto e il non detto fra le righe perché la fascinazione proviene dalla meraviglia, dall’incauto incanto che pervade la narrazione. La follia come concetto e visione pervade tutta l’opera, follia intesa come coraggio di manifestare il proprio sogno nell’incalzare degli eventi e ad essa sono affidati i passaggi più interessanti del testo, ricchissimo di citazioni. Tutto collegato al grande mito della trasformazione che annulla le distanze fra mondo animato ee inanimato rendendo la realtà colloquiale e nel caso di Mosi ironicamente costruita su un sopramondo magrittiano.

Denso di citazioni colte, cuce un arazzo dettagliato nei minimi particolari, accuratissimo, in cui le leggende riportate si inseriscono come canti della veglia facendoci ricordare che il mito non è anch’esso che una realtà trasformata, ricca di sottintesi. I numerosissimi personaggi hanno tutti un ruolo primario, coesistono come in una grande commedia dell’arte, dalle macchine parlanti, agli animali, agli oggetti.

Non mancano attenti riferimenti storici che trasmettono il senso della contemporaneità sotto forma di metafora e di ricerca colta. Cercando in profondità ogni situazione ha in sé lo spirito della similitudine che non si piega alla ricerca pedante ma sorvola leggera il sopramondo. Il Castello, in particolare, può richiamare alla struttura politica che ci sovrasta, mentre la fantapolitica si affaccia ad ogni argomento trattato sempre con ironia cominciando dai nomi dei personaggi.

L’incipit, un incidente di macchina, dispiega fantasie e giochi di parole, rende la Stazione, come il Castello, un luogo dell’anima e un mondo per i viventi a rispettare la linea gialla, confine fra regola e libertà di azione.

Non mancano inserti ironici molto divertenti, tali da ricordare il Teatro dei Pupi, a volte, infatti, il dialogo è incalzante  e provocatorio inserito in uno scenario vivace e dettagliato. Ad esempio le parole di Steve Jobs rendono visibile l’invisibile che pervade l’opera. Think different è un continuo riferimento a cui Mosi attinge per creare quella complessità che non è mai caotica ma preordinata: solo in apparenza gli eventi appaiono casuali, essi sono finemente collegati come dimostrano le note a fondo libro.

Una lettura vivace, arcana, magica che di Non oltrepassare la linea gialla un’opera modernissima e di grande ingegno”.

Maria Pia Moschini

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