IX (per Ernesto Balducci)

La poesia di Mariella Bettarini

un punto al di là del quale
lui è per sempre di sé (di che cos’altro?
luce – luce)
nervi infiammabili
rari errori (ora) nel perseguire puntare inquisire (quasi)
ogni punto del foglio o del fogliame
che nero spunta ove suo corpo appare
mobilmente incauto – fisso a sé – alla cosmica storia
in quel suo dire e dire grommoso ruscellante – mai
in forse dentro la forma – in forse sempre
negli sponsali col dubbio
nell’amorosa serpe
d’un progrediente ragionare a blocchi di ma-se-forse
testa estrema – irrigidita (ora mai dunque)
mai così
fluida – insinuatasi nel vivo di chi è vivo come in questa
sua fase terrestre – fase ultima
prima d’una conoscenza in altro sito
(vuoto di clessidre) ove la testa è
corporeo cosmo e questo
insensibile transvolazione e ciò nòmasi
con nomi per i quali la mortale favella
di nient’altro dispone se non
d’un tacere obbediente – di un pargolo assenso
e di una parva parva licitazione.
.
Mariella Bettarini

da “PER MANO DI UN GUILLOTIN QUALUNQUE”
( Edizioni Orizzonti Meridionali, Cosenza 1988)

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