Si può parlare del mito con la fotografia?

La Mostra “MitoMosi” alla Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa, cerca di rispondere alla domanda.

Non sono un fotografo. Sono un “viaggiatore” curioso che si misura con forme di espressione che lo affascinano, la poesia e la fotografia in primo luogo. Su questo percorso l’incontro con il tema del mito e la ricerca intorno ad una domanda: si può parlare del mito attraverso la fotografia? E’ nata da qui la Mostra che si apre alla Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa. La premessa della Mostra è nella mia partecipazione al simposio del Gruppo di Fotografia la Camera chiara di Palagio.e nel continuo vagabondare per la città. Negli scatti fotografici, in bianco e nero, ho ricercato il “dialogo” fra il soggetto e lo spazio che lo circonda attraverso una visione “normale”, contemplativa, con uno sguardo lento che se ne impossessa e lo rende protagonista, con un mezzo normale, semplice, una macchinetta digitale.

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Il primo passo per ogni incontro è muoversi intorno all’opera – statue, di solito, in posizione solenne, eretta – e cogliere un punto “magico”, quello che rende meglio il modo di porsi da parte del “personaggio mitico” rispetto al mondo, il suo sguardo al paesaggio circostante. L’obiettivo è ogni volta conquistare l’ ”aura” che circonda l’opera e il suo contesto, che la rende unica nel suo essere hic et nunc (W. Benjamin). L’immagine fotografica che viene colta, è come il racconto di una narrazione infinita intorno al mito. Mi soccorrono in questa impostazione, riflessioni culturali più generali sul tema. Il filologo classico W. F. Otto indica nella narrazione la funzione essenziale del mito: mettere ordine, con i racconti del mito, al caos che ci minaccia e costruire possibili orizzonti di senso. Un percorso di ricerca frequentato, come è noto, da molte forme espressive. Un esempio per tutti. T. S. Eliot nella sua recensione all’Ulisse di Joyce, rileva che il mito è “semplicemente un modo di controllare, ordinare, dare forma e significato, all’immenso panorama di futilità e anarchia che è la storia contemporanea”.

Il sistema di relazioni fra linguaggi che emerge, mi affascina; personalmente cerco di coglierlo nella sua ricchezza, coltivando anche il versante della poesia. L’ultima raccolta che ho curato è dedicata ai “Luoghi del mito” (Ed. LietoColle, 2010), che ha fatto seguito alla raccolta “Nonluoghi” (Catalogo della Mostra presso la Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa, settembre 2009), dedicata, come per contrasto, agli spazi della città dove non si incontrano i racconti del mito.
La mostra che si apre alla Biblioteca del Palagio dunque non è altro che una tappa di un viaggiatore che attraverso il mondo delle immagini, invita a riflettere come la fotografia ci aiuta a liberare le energie racchiuse nel mito, a capire come sono fatti i sogni sul destino dell’uomo.

Roberto Mosi

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Mostra “MitoMosi” dal 30 giugno al 23 luglio 2011, Biblioteca Palagio Parte Guelfa, Firenze.
Inaugurazione giovedì 30 giugno ore 12.00

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