Aquiloni

L’aquilone richiama l’idea del volo e della leggerezza. A questa immagine mi viene naturale accostare quella del bambino che giunge come un dono nella vita di un adulto.

aquiloni1Roberto Mosi, “Aquiloni”, Prefazione e postfazione dell’autore; foto della copertina di R. Simoni, Edizioni La Recherche, Roma 2009, pp. 56, e-book (pdf) scaricabile gratuitamente.

Roberto Mosi, “Aquiloni”,Prefazione e postfazione dell’autore, Edizioni Il Foglio, Piombino 2010, pp. 80.

Presentato alla Società Canottieri di Firenze, Lungarno Medici, il 18 giugno 2010; alla Libreria Libri Liberi di Firenze, il 4 ottobre 2010.

Recensioni di :
Franca Alaimo - Cristina Contilli - Stefania Diamanti - Luciano Nanni - Silvia Ranzi (testi su www.literary.it)

Note critiche di:
Fabio Simonelli - Antonio Spagnuolo (testi su www.literary.it)
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Prefazione al libro dell’autore

E’ un vero piacere far alzare l’aquilone da una spiaggia o da un prato, prendere il vento, dominare, tirando il filo, le improvvise capriole e vederlo salire con rapide impennate sempre più in alto, conquistare nuove fette di cielo.

L’aquilone richiama l’idea del volo e della leggerezza. A questa immagine mi viene naturale accostare quella del bambino che giunge come un dono nella vita di un adulto, specie se in età avanzata. Con questo i rapporti sono sorretti da un amore profondo ma anche, spesso, da una complice voglia di perdersi nel gioco. Per questo mi è piaciuto raccogliere e in parte rielaborare, quello che avevo scritto negli ultimi anni per la mia nipotina, insieme ad alcune poesie che hanno l’impronta dello scherzo e del divertimento.

Le poesie di questa raccolta, Aquiloni, vivono dunque dell’emozione e della meraviglia di assistere allo spettacolo della crescita di un bambino, della conquista di sempre maggiori sfere di autonomia.

Da parte mia osservo da terra il volo dell’aquilone quando le luci si stanno attenuando per l’arrivo della sera e gli affanni del giorno si stanno allontanando. C’è più tempo per fermarsi sulla meraviglia di questo volo.

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Dalla POSTFAZIONE: Aeroplani di carta

Dalla terrazza volano gli aeroplani di carta, il marciapiede di fronte è in gran parte coperto, altri aerei aspettano in fila per il decollo sul davanzale della finestra. La mia nipotina ha un lancio breve, violento, io li lancio con una spinta più ampia, professionale, per prendere il vento nelle ali. Mi sorprendo con il braccio alzato a domandarmi “Ma cosa fai alla tua venerabile età ?” E’ solo un attimo, impegnato come sono a dire alla bambina di stendere il braccio e di sostenere l’aeroplano al centro.

Le operazioni per preparare la flotta sono state divertenti. Mi era venuta l’idea una di queste sere, andando a letto e quando, oggi, prendendola all’asilo, ho fatto la proposta, ho avuto un grande successo. E’ stato per me facile ritrovare nei miei ricordi, le piegature del foglio; poi abbiamo dipinto gli occhi, le linee colorate dei fianchi, della coda dell’aeroplano. Mi resta facile costruire giochi con la carta, recuperando abilità che non mi ricordavo più di avere, come ritagliare le figure di bambini in fila che si danno la mano o di animali che si tengono per la coda.

La nonna poi, in questi pomeriggi, è pronta a prendere il mio posto con la recita di un libro e, soprattutto, dopo il successo degli ultimi tempi, a sperimentare la preparazione di biscotti o di schiacciatine da mettere in forno.
La bambina è felice, in piedi sulla sedia, nell’impastare la farina, aiutare a stenderla, ritagliare forme più o meno strane. La mamma, mia figlia Costanza, ci ha mandato più messaggi dal posto di lavoro per sapere come va, che novità ci sono. Fra non molto, questa sera, verrà il babbo, Andrea, a prenderla con la bicicletta, dopo la giornata di lavoro.

La bambina ha oggi trenta mesi, una crescita scandita da infinite sorprese e meraviglie, della quale fa parte la nostra avventura di nonni. .

Come e quanti sono i nonni d’oggi in Italia? Una prima, breve ricognizione sul tema evidenzia l’ampiezza della schiera dei nonni, i cambiamenti demografici che danno una nuova fisionomia alla nostra società, l’affermarsi di una vera e propria carriera di nonno, che diventa una risorsa centrale per la vita della famiglia, i caratteri peculiari dell’ultima generazione dei nonni, che ha vissuto negli anni Sessanta e Settanta i grandi cambiamenti del sistema sociale e culturale della società.
Secondo le fonti ISTAT sono ben 11 milioni i nonni nel nostro Paese, pari al 39% della popolazione con 40 anni e più. […]

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Domani è lunedì, inizia una nuova settimana. Con i genitori della mia nipotina è stato stabilito il calendario della settimana, sono chiari i miei compiti, quelli della nonna, l’intervento dei nonni paterni. Mia moglie ha già deciso quando confezionare un piatto speciale, che entusiasma la bambina. Penso ancora una volta che per me non si tratta più di timbrare il cartellino o di impegnarmi per il premio di produzione. E’ un’altra carriera, piena comunque di soddisfazioni. Ho già pensato di raccogliere alcune scatole di cartone, così numerose in casa in questo periodo natalizio, e costruire in un prossimo pomeriggio con la bambina, se lei è d’accordo, una grande casa con animali e bambolotti o una fattoria con i vari edifici e i recinti dei cavalli e delle mucche. Forse, per dirla con Dean Martin, That’s Amore. R. M.
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