La Mostra di poesia/disegno/poesia a La Citè

Rimane il mondo fluido delle emozioni, da inseguire con i versi della poesia, con l’obiettivo della macchina fotografica e, perché no, con il disegno. La partita che si gioca è proprio questa.

La Mostra che si apre a La Citè LibreriaCafè è dedicata ai luoghi nei quali la gente si sfiora, si ferma per brevi momenti, passa oltre. Sono Aeroporti, Stazioni, Ospedali, Periferie, Mercati. Sono i Nonluoghi, secondo la definizione del sociologo Marc Augé.

Nei nonluoghi non si costruiscono identità, sono frequentati da folle di individui per spostarsi, per cura, per acquistare ed altro. La gente li raggiunge anche per il proprio piacere, attratta da luci e colori, dai prodotti esposti, per passare il tempo, in definitiva, per vincere solitudini e noia.
Non sembra facile parlare di questi luoghi. Nella Mostra la ricerca è affidata, allo stesso tempo, al suono della poesia, lontano da qualità liriche e vicino alla presenza di un’invadente quotidianità tecnologica, alle tracce di luce che cattura la fotografia, al tratto evocativo del disegno.

Come raccontare dunque dei nonluoghi? La narrazione di oggi è forse più immediata, godibile, se si mischiano alcuni fra i possibili strumenti del narrare, come nel caso di questa Mostra. E’ una combinazione che aggiunge qualcosa? Crediamo, speriamo di sì.
Il linguaggio cui si fa ricorso nel testo e nelle immagini, non è monocorde, si ricerca una polifonia di toni, di sensi, di emozioni, così come ci si presenta la vita di tutti i giorni. Può essere anche un linguaggio che si frammenta, evapora seguendo lo svanire, oggi, di certezze, di riferimenti comuni per il nostro vivere insieme, spesso trasformato in situazioni allo stato liquido. In particolare crea nell’immaginario del visitatore una combinazione di tracce, quelle colte dalla matita del pittore e quelle catturate dal gioco della poesia.

Fra i passaggi del testo, alcune notazioni. “Sfrenate passioni d’amore/ portano a cogliere momenti/ celesti/ in ascensori bloccati”, si legge nella raccolta di poesie. Oppure ancora: “Saldi per fine stagione/ per cessata attività/ saldi per amore perduto”. E ancora: “Pulizia a Bordo Alta Velocità/ trascina il carrello/ carta, sapone e profumo”. “In sostanza, in diversi momenti si cerca di attenuare lo stridore della vita di oggi inserendo amore e sesso col risultato che entrambi finiscono col fondersi con la non gradevolezza dell’ambiente circostante, proprio come quegli ascensori che si fermerebbero per dare la possibilità di”scalare le vette del cielo”. A volte, infatti, si sente dire da parte di nuovi e forse involontari retori che bisognerebbe “umanizzare la localizzazione” (Gregorio Scalise in “Le Voci della Luna”, n. 42).

Sicuramente non è più il mondo ottocentesco delle corrispondenze. Le corrispondenze di oggi non sono i ruscelli e gli alberi delle foreste, ma gli oggetti, i treni, gli aerei, anche perché “sopra il mare di pece/ si vola a basso costo/ i sedili inzuppati di giallo/…da prenotare”. Rimane il mondo fluido delle emozioni, da inseguire con i versi della poesia, con l’obiettivo della macchina fotografica e, perché no, con il disegno. La partita che si gioca è proprio questa.

Enrico Guerrini ————– Roberto Mosi

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